Catania, pari che brucia
Catania, pari che brucia

Catania, pari che brucia

a.cig.) Sembrava una serata propizia e invece era l’esatto contrario. I pareggi di Lecce e Trapani avevano disegnato per il Catania uno scenario ideale: vincere avrebbe significato riprendersi il secondo posto solitario e portarsi a -1 dalla vetta.

Restava da battere il Matera. Ma a questo punto la strada che pareva in discesa si è rivelata una salita impervia. Colpa di tanti, troppi fattori avversi. Se a qualche deficit di tua competenza aggiungi un avversario migliore di quanto non dica la sua classifica, una delle rare esitazioni del tuo ottimo portiere, due giocatori usciti in barella e un arbitraggio a dir poco inadeguato ecco che la montagna diventa eccessivamente ripida da scalare.

Andiamo con ordine. E cominciamo dal buon Matera visto al Massimino. I lucani, pur protagonisti di una stagione sin qui al di sotto delle attese, si dimostrano formazione di valore. Come tutte le squadre di Auteri, i biancoazzurri giocano e lasciano giocare esibendo idee chiare e spiccata vocazione offensiva. Il 3-4-3 senza centravanti di riferimento copre bene il campo, esalta le doti tecniche dei tre davanti, in particolare Strambelli, e produce due-tre spunti interessanti sino al gol di Sartore, che sfrutta un inusuale errore di Pisseri battendolo sul primo palo.

E il Catania? Meno veloce del Matera nelle giocate e non sempre spigliato a centrocampo, ma pur sempre in grado di cercare con una certa pericolosità la porta ospite con Russotto (due volte), Caccetta e Di Grazia prima dello svantaggio. Solo che, a proposito di fattori avversi, i rossazzurri vanno sotto dopo aver perso Russotto per uno stiramento (dentro Fornito) e soprattutto dopo aver visto l’arbitro Perotti negare loro un gol per fuorigioco molto dubbio di Curiale e un rigore per un fallo sullo stesso Curiale su un traversone basso di Fornito che poi Di Grazia non riesce a girare in porta.

Parlare di arbitri non ci piace, ma non si può neppure sorvolare sui troppi errori del direttore gara, il cui metro di valutazione pecca di uniformità e le cui sviste sono troppo frequenti per non essere rimarcate. Superati dieci minuti di spaesamento nei quali rischia di incassare il raddoppio su una punizione di Giovinco che finisce sul palo, il Catania riesce comunque a raddrizzare la gara con un guizzo di Curiale (7° centro stagionale), che dal limite trova il destro vincente con la complicità di un intervento mancato da De Franco.

Nei restanti venti minuti le squadre si allungano e la bagarre cresce, ma i rossazzurri non passano. L’innesto di Ripa, ancora in ombra, non è producente e anche la buona sorte non è con gli etnei quando un destro sporco di Lodi finisce lentamente sul palo e si perde sul fondo.

La lussazione alla spalla di Lodi che lascia il Catania in dieci nel recupero è l’emblematico finale di una serata storta, nella quale la squadra di Lucarelli riscopre quel segno X che mancava dalla prima giornata di campionato perdendo due pezzi importanti del proprio organico e l’occasione per guadagnare due punti sulle rivali d’alta quota.

CATANIA-MATERA 1-1 
Catania (4-3-3): Pisseri 5, Esposito 5.5 (14′ pt Semenzato 5), Aya 6, Bogdan 6 (35′ st Tedeschi sv), Marchese 5.5, Caccetta 6, Lodi 5.5, Mazzarani 5.5 (13′ pt Ripa 5), Russotto 6 (41′ pt Fornito 6), Curiale 6.5, Di Grazia 6 (35′ st Rossetti sv). In panchina Martinez, Lovric, Manneh, Biagianti, Bucolo, Correia. Allenatore: Lucarelli 6.
Matera (3-4-3): Tonti 6; Sernicola 6, De Franco 5.5, Scognamillo 6, Salandria 6, De Falco 6, Urso 6, Casoli 6, Strambelli 6.5 (42′ st Maimone sv), Giovinco 6.5 (27′ st Dugandzic 5), Sartore 6.5 (21′ st Corado 5.5). In panchina Golubovic, Mittica, Buschiazzo, Dammacco. Allenatore: Auteri 7.
Arbitro: Perrotti di Legnano 4.5
Reti: 12′ st Sartore, 25′ st Curiale.
Note: spettatori 9.130 (3.928 paganti, 5.202 abbonati), incasso 36.318 euro. Ammoniti: Esposito, De Falco, Urso, Aya, Bogdan. Angoli: 3-2 per il Matera. Recupero: 4′, 5′.

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