Il Catania si rovina la festa
Il Catania si rovina la festa

Il Catania si rovina la festa

a.cig.) Perdersi (e perdere) sul più bello. Di nuovo. Il Catania ci ricasca e chiude il 2017 nel modo peggiore. Quella che poteva essere la giornata ideale per un ulteriore e forse decisivo salto in avanti diventa solo una colossale fonte di rammarico.

Il pari del Provinciale aveva dato una bella spinta ai rossazzurri, che battendo la Casertana si sarebbero portati a +7 dalla terza, il Trapani, e soprattutto a -1 dalla capolista Lecce, da affrontare in Salento alla ripresa del campionato. Restava da sfruttare l’abbrivio regalato dall’anticipo facendo la propria parte contro un avversario presentatosi al Massimino con 23 punti in meno in classifica e una sola vittoria esterna all’attivo.

E’ andata in tutt’altro modo. Come in occasione dell’altra sconfitta interna stagionale contro la Leonzio, quando gli etnei reduci da 7 vittorie di fila scesero in campo da virtuali capolista e ne uscirono con le ossa rotte da un brusco ma meritato stop, la squadra di Lucarelli toppa clamorosamente l’appuntamento con i tre punti.

Il Catania buca la prestazione fallendo in malo modo l’approccio alla gara e non riuscendo più a raddrizzare la baracca dopo aver incassato due gol nei primi 14 minuti. A fare male a Pisseri e soci è il sostituto di Alfageme, la cui assenza per squalifica sembrava una buona notizia: concetto da riconsiderare visto che il titolare di giornata, Padovan, è l’uomo che piazza la doppietta d’apertura sfruttando prima una marcatura troppo blanda di Tedeschi al limite dell’area e poi un fuorigioco non scattato (Aya sale male e non è in linea con i compagni di reparto).

L’immediato gol di Fornito, lesto a sfruttare a centro area una palla servitagli da Mazzarani dopo due duelli vinti da Ripa e Curiale, sembra aprire lo spiraglio a una rimonta veloce che però non arriva. Il 3-5-2 stavolta non va. Il giro palla è lento e prevedibile e sulle fasce i rossazzurri combinano poco. La differenza di spartito con la trasferta di Fondi la racconta la gara di Esposito, migliore in campo sette giorni prima e in difficoltà stavolta, impegnato in fase difensiva dalla vivacità di Turchetta e arginato dal dinamico De Rose in prima battuta nei suoi tentativi di progressione.

Dall’altra parte, sulla sinistra, c’è Semenzato, che però si vede altrettanto poco finendo sballottato da una parte all’altra del campo ad ogni cambio di modulo. Lucarelli lo sposta a destra quando passa alla difesa a 4 dopo l’uno-due ospite e poi lo abbassa sulla linea di difesa quando, nella ripresa, sceglie la formula con due esterni d’attacco, Di Grazia e Manneh, a supporto di Ripa e Curiale.

Tutto inutile. Il Catania non trova mai continuità, anche perchè la partita è frammentata come poche. La cattiva gestione disciplinare dell’arbitro Camplone, decisamente carente di personalità e incapace di arginare le continue perdite di tempo degli ospiti, non è certo un alibi ma contribuisce a innervosire e imbruttire una sfida nella quale i padroni di casa hanno una fiammata in avvio di ripresa con due tentativi del generoso Bucolo e una punizione di Mazzarani respinta da Cardelli.

I troppi lanci lunghi fanno però il gioco della difesa della Casertana, ben strutturata, e non aiutano certo Curiale e Ripa, il quale riesce comunque a girare in porta un traversone di Tedeschi trovando però Cardelli pronto alla respinta. Lucarelli prova anche la carta Lodi nel tentativo di garantire idee e qualità a una manovra povera di impennate e il regista rossazzurro, pur convalescente dall’infortunio a una spalla, una palla buona sul piede di Ripa riesce a metterla, ma il diagonale dell’attaccante resta a metà tra il tiro e il cross basso. Nel finale c’è tempo per altre proteste per una caduta in area di Manneh: Camplone fa proseguire venendo poi subissato di fischi dal pubblico di casa al rientro negli spogliatoi.

Per il Catania è la seconda sconfitta interna stagionale, la quinta in assoluto (due proprio contro la Casertana), ma soprattutto una grandissima occasione mancata che porta con sé qualche interrogativo sulle doti caratteriali di questo gruppo e il rimpianto dettato dalla consapevolezza che certe opportunità – se vuoi vincere un campionato – devi imparare a coglierle, perchè non ti si presentano ogni settimana. Appuntamento nel 2018, a Lecce, per conferme o smentite.

CATANIA-CASERTANA 1-2
Catania (3-5-2): Pisseri 6; Aya 5, Tedeschi 5, Marchese 5.5; Semenzato 5, Mazzarani 5.5 (34′ st Lodi 6), Bucolo 6 (12′ st Caccetta 5.5), Fornito 6 (26′ st Manneh 6), Esposito 5 (12′ st Di Grazia 6); Curiale 5, Ripa 5.5. In panchina Martinez, Berti, Lovric, Djordjevic, Papaserio, Condorelli, Correia, Napolitano. Allenatore: Lucarelli 5.
Casertana (4-2-3-1): Cardelli 6.5; Rainone 6, Lorenzini 6.5, Polak 6.5, Finizio 6; Rajcic 6, De Rose 7; D’Anna 6, Carriero 6 (33′ st De Marco 6), Turchetta 6.5 (30′ st Marotta 6); Padovan 7.5 (44′ st Tripicchio sv). In panchina: Gragnaniello, Forte, Ferrara, Colli, Santoro, Minale, Cigliano. Allenatore: D’Angelo 6.5
Arbitro: Camplone di Pescara 5.
Reti: 7′ pt Padovan, 14′ pt Padovan, 19′ pt Fornito.
Note: spettatori 10.234 (5.202 abbonati, 5.032 paganti), incasso 51.016 euro. Ammoniti De Rose, Turchetta, Aya. Angoli: 4-1. Recupero: 1′; 4′.

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