Catania, la vetta si allontana
Catania, la vetta si allontana

Catania, la vetta si allontana

“A Catania si vede sempre il bicchiere mezzo vuoto”, dice a fine partita Cristiano Lucarelli. Forse è così o forse no. E’ difficile, però, scegliere una prospettiva diversa al termine della partita col Cosenza. Il sollievo per il pari acciuffato dopo essere stati sotto di due reti può mitigare ma non cancellare la delusione per aver mancato la vittoria necessaria per tenere il passo della capolista Lecce, scappata a +6.

No, non è una gran domenica per i colori rossazzurri. La nuova frenata interna conferma il trend francamente singolare che vede gli etnei marciare meglio in trasferta che in casa e rischia di rivelarsi un passaggio-chiave in negativo nella lotta per il primato con i salentini.

Il (mezzo) passo falso nasce da una formazione iniziale che davvero non convince. Lucarelli sceglie un 3-5-2 in cui lascia perplessi la scelta di schierare dal 1′ Mazzarani in appoggio a Curiale rinunciando a Ripa, reduce dalla buona prova di Andria e più prima punta di quanto non lo sia lo stesso Curiale.

Barisic, comunque uno dei più positivi, gioca largo a destra, in mezzo Rizzo e Fornito sostengono Lodi, sulla sinistra Porcino vince il ballottaggio con Marchese. Un quadro complessivo che in teoria servirebbe a non dare troppi riferimenti alla difesa calabrese, non irreprensibile se presa d’infilata, ma che in pratica trova pochi sbocchi.

Il Cosenza, lanciato da nove risultati utili di fila, si ritrova avanti di due reti a metà primo tempo senza neppure fare cose straordinarie. Ai calabresi basta pressare forte Lodi e sfruttare gli errori dei padroni di casa, che regalano entrambi i gol: il primo lo sigla Mungo, attivato da un banale svarione in appoggio di Mazzarani; il secondo Bruccini, la cui resistibile punizione da 30 metri sorprende vistosamente Pisseri, parso già non irreprensibile sul tiro dal limite costato il vantaggio cosentino.

L’immediato guizzo di Barisic, imbeccato da Rizzo e pronto a soprendere Saracco sul primo palo, rianima un po’ i rossazzurri, che rischiano su un sinistro dal limite di Trovato ma vanno anche vicini al pari con Porcino, stoppato dallo stesso Saracco.

Non è pomeriggio semplice, però, per il Catania: Lodi resta in ombra, Mazzarani idem, Curiale conferma di non attraversare un gran momento e sulle ripartenze cosentine non sempre i meccanismi difensivi scattano con la tempistica giusta. Gli ingressi di Di Grazia e Ripa, due che magari non sarebbero stati fuori posto nell’undici iniziale, e poi di Manneh e del debuttante Brodic danno più incisività all’offensiva etnea, anche perchè nel frattempo il Cosenza perde intensità e non riparte più.

Una girata fuori d’un soffio di Aya nell’area piccola, un sinistro di Di Grazia respinto da Saracco e una parata ravvicinata dello stesso Saracco su tiro a botta quasi sicura di Brodic legittimano ampiamente il meritato pari catanese firmato da Manneh, pronto a correggere un pallone prolungato di testa sul secondo palo da Ripa su corner di Di Grazia.

Il 2-2 evita un’altra sconfitta interna – e anche questo conta –  e testimonia la capacità di reazione del gruppo, ma non basta ad allontanare il rammarico. Lucarelli, pur parlando di pressione eccessiva (con particolare riferimento alle gare interne), giura che non mollerà e fa bene, così come non devono mollare squadra e ambiente, ma è chiaro che la strada verso la promozione, già in salita, diventa ancora più impervia. Anche e soprattutto se il Massimino non tornerà a essere quello che è sempre stato. Una roccaforte e non un problema.

CATANIA-COSENZA 2-2
Catania (3-5-2): Pisseri 5; Aya 6.5, Tedeschi 5.5, Bogdan 6.5, Porcino 5.5 (22′ st Marchese 5.5); Rizzo 6, Lodi 5, Fornito 5 (7′ st Ripa 6), Barisic 7 (33′ st Brodic sv), Curiale 5 (22′ st Manneh 6.5), Mazzarani 4.5 (22′ st Di Grazia 6.5). In panchina: Martinez, Esposito, Semenzato, Blondett, Biagianti, Bucolo. Allenatore: Lucarelli 5.5
Cosenza (3-5-2): Saracco 6.5; Idda 5.5, Dermaku 6, Pascali 5.5; Corsi 6, Bruccini 6.5, Palmiero 6 (12′ st Loviso 6), Trovato 6.5, D’Orazio 5.5 (42′ st Ramos sv); Mungo 7 (12′ st Okereke 5.5), Baclet 6 (24′ st Tutino sv). In panchina: Zommers, Boniotti, Pasqualoni, Camigliano, T. Braglia, Allenatore: P. Braglia 6.5
Arbitro: Sozza di Seregno 6.
Reti: 17′ pt Mungo, 26′ pt Bruccini, 29′ pt Barisic, 42′ st Manneh.
Note: pomeriggio soleggiato, terreno di gioco in condizioni non ottimali. Spettatori 9.192 (3.990 paganti, 5.202 abbonati), incasso 37.400 euro. Ammoniti: Tedeschi, Saracco, Okereke Barisic, Tutino. Angoli: 8-3 per il Catania. Recupero: 1′, 4′.

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