Catania, la solita storia
Catania, la solita storia

Catania, la solita storia

a.cig.) Una stagione in 90 minuti. C’è tutto il Catania di quest’anno nella beffarda sconfitta di Matera, sintesi crudele e perfetta di un cammino lungo otto mesi. Opportunità sprecate, arbitraggi discutibili, episodi avversi, scelte opinabili, sbandamenti improvvisi e un pizzico di sfortuna vanno a comporre un mix letale per le ambizioni degli etnei.

L’ormai chilometrica sequenza di occasioni perdute si arricchisce – si fa per dire – di un’altra puntata. Dopo aver visto sfumare le residue speranze di agganciare il Lecce, oggi aritmeticamente in B grazie al successo sulla Paganese, gli etnei sprecano anche la chance di soffiare il secondo posto al Trapani, bloccato sul pari interno dal Monopoli.

La piazza d’onore, che sarebbe stata ipotecata con il risultato pieno, ora è invece più lontana, sebbene non irraggiungibile: per chiudere la stagione regolare alle spalle della capolista e disputare così un turno in meno nei play off Biagianti e compagni dovranno battere il Rende e sperare che i granata non vincano a Cosenza.

Contro un avversario scivolato fuori dalla zona play off causa penalizzazioni ma pur sempre di buona qualità, il Catania torna a casa con una sconfitta bruciante per tanti motivi. Il primo, in ordine cronologico, è riconducibile a quanto accade dopo una manciata di minuti, quando Curiale gira sul palo un corner battuto da Di Grazia e sulla ribattuta trova Scognamillo in versione pallavolista a respingere il tap-in riuscendo infine a spingere il pallone in rete: l’arbitro annulla su segnalazione del guardalinee per un fuorigioco di Bogdan (per interferenza attiva, secondo l’assistente, sull’inzuccata del compagno) tra le proteste generali.

Invece di incanalarsi su binari decisamente favorevoli, l’incontro assume una piega strana. I rossazzurri, rivoluzionati da Lucarelli (6/11 nuovi rispetto a lunedì scorso), premono e creano diverse occasioni da gol ma peccano di concretezza e lucidità permettendo ai padroni di casa di cavarsela sempre in qualche modo. Rizzo, il vivace Russotto e Curiale fanno lavorare Golubovic, ma è il Matera a passare.

I lucani, che come tutte le squadre di Auteri non rinunciano a proporsi in avanti, fanno leva sul brio di Di Livio, figlio di Angelo, celebre “soldatino” juventino, per esaltare il flessibile 4-2-3-1 privo di un centravanti di riferimento ma pieno di giocatori di movimento: la traversa colpita su una ripartenza nata da angolo del Catania è un allarme non colto dalla difesa etnea, impreparata nell’azione del gol, probabilmente viziata da un fallo su Porcino, sviluppata da Casoli, lesto ad andare via a Bogdan, e perfezionata proprio da Di Livio, dimenticato solo a centro area.

Risultato severo per gli etnei, che raddrizzano la situazione in apertura di ripresa con uno sfondamento di Biagianti, tenace nell’aprirsi un varco e lucido nel servire Russotto sotto porta per il più comodo degli appoggi. Il tempo per vincerla ci sarebbe tutto, ma nel gioco dei cambi è il Matera ad avere la meglio. Auteri cambia modulo, inserisce Dugandzic in avanti e approfitta con cinismo di un avversario che si sbilancia andando a caccia della vittoria utile per mettere in cassaforte il secondo posto, complice quel che sta accadendo a Trapani.

L’innesto di una punta in più al posto di un centrocampista (Barisic per Biagianti) alza il baricentro della squadra ma apre spazi pericolosi in mediana – ridisegnata con gli innesti di Fornito e Mazzarani – nei quali i lucani sono pronti a infilarsi: Aya salva due volte su Dugandzic, Pisseri fa altrettanto su Di Livio ma alla fine capitola su cross dell’inesauribile di Di Livio corretto in porta da Sernicola. E’ l’ennesima doccia fredda allo scadere, un’altra botta che fa male.

MATERA-CATANIA 2-1
Matera (4-2-3-1): Golubovic 6, Di Sabatino 6.5, De Franco 6, Scognamillo 6, Sernicola 7, Maimone 6, De Falco 6 (9′ st Dugandzic 6), Tiscione 6 (15′ st Mattera 6.5), Di Livio 7.5, Sartore 5.5 (22′ st Salandria 6), Casoli 6.5. In panchina Mittica, Tonti, Gigli, Buschiazzo, Dellino, Cedric. Allenatore: Auteri 7.
Catania (4-3-3): Pisseri 6.5, Esposito 5.5 (13′ st Semenzato 5), Aya 6, Bogdan 5.5, Porcino 6, Rizzo 6 (13′ st Mazzarani 5), Bucolo 5.5 (26′ st Manneh 6), Biagianti 6.5 (38′ st Barisic sv), Russotto 7, Curiale 5.5, Di Grazia 6 (26′ st Fornito 6). In panchina Martinez, Tedeschi, Brodic, Blondett. Allenatore: Lucarelli 5.
Arbitro: Marchetti di Ostia Lido 5.
Reti: 43′ pt Di Livio, 5′ st Russotto, 45′ st Sernicola.
Note: spettatori 1.500 circa, 137 dei quali provenienti da Catania. Ammoniti Russotto, Aya, Golubovic, Sernicola. Angoli: 9-3 per il Catania. Recupero: 1′ e 5′.

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