Cecchinato, è finita

Al Roland Garros il tennista palermitano si arrende in semifinale all’austriaco Thiem: 7-5, 7-6, 6-1. “Peccato, volevo regalare un’impresa ai siciliani”

PARIGI – Finisce la favola di Marco Cecchinato al torneo di Parigi. Sulla terra rossa del Roland Garros, il tennista palermitano, protagonista dell’impresa nei quarti con Djokovic, si ferma in semifinale battuto dall’austriaco Thiem in tre set con il punteggio di 7-5, 7-6, 6-1.

Decisivo il tie break del secondo set. Cecchinato ha avuto più volte la palla per chiudere, ma poi si è dovuto arrendere 12-10. Sfiduciato, nel terzo è crollato. Con questo risultato comunque guadagnerà decine di posizioni, entrando tra i primi 30 al mondo.

“Sentire il mio nome scandito dal pubblico del Philippe Chatrier è stato magico – dice il palermitano alla fine -. Giocavo contro un top ten ed erano tutti per me. Che belli tutti quegli applausi. Un po’ di rammarico c’è, in tanti erano venuti qui da Palermo. Volevo regalare a tutti una bella impresa. Ora desidero solo staccare la spina per un paio di giorni e poi tornare a lavorare duro. Le emozioni di queste due settimane devo ancora assimilarle, ci vorrà un po’. Vado via con tanti pensieri positivi. Da lunedì sarò nei top 30, vedermi lì con tutti i migliori era il mio sogno da bambino. Ma so che posso ancora crescere, c’è tanto da lavorare”.

Con Thiem “ho avuto le mie chance. Avessi vinto il secondo set gli avrei messo pressione e la partita ricominciava. Poi ho avuto un calo ad inizio del terzo, ma dopo due ore combattute in quel modo ci può stare. Ma questa esperienza mi servirà. Mi porto via la consapevolezza di poter fare match alla pari con i più forti”.

Nel corso del Roland Garros Cecchinato era stato capace di eliminare nell’ordine Carreno Busta, Goffin e Djokovic, I francesi lo hanno paragonato a Guga Kuerten, che nel 1997 vinse all’ombra della Tour Eiffel da semisconosciuto.

Ceck, come ama definirsi lui stesso, in un paio di mesi ha ribaltato il mondo: ha vinto il primo titolo Atp in carriera a Budapest e ora, dopo la semifinale di Parigi, scala la classifica fino al numero 27 del ranking con un bell’assegno di 560 mila euro. “Preparerò Wimbledon meglio degli anni passati giocando i tornei sull’erba che lo precedono. Ora la mia classifica mi permette una programmazione di alto livello. Poi ci saranno Umago e Amburgo, altri due tornei sulla terra. Quindi il cemento americano sino agli Us Open. E anche su quella superficie so di poter dire la mia”.

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