Catania, così fa male
Catania, così fa male

Catania, così fa male

a.cig.) L’epilogo più crudele di una stagione crudele. La stagione delle occasioni sprecate, dei rimpianti, delle beffe. Di quel che poteva essere e non è stato. Catania-Siena è esattamente questo. Un campionario extra large che racchiude spietatamente il senso dell’incompiutezza di una squadra e di una corsa che va a infrangersi sulla maledetta traversa colpita da Mazzarani al decimo e ultimo rigore.

La condanna rossazzurra arriva a conclusione di una estenuante maratona piena di tutto. Sbandate e accelerazioni, errori e giocate di pregio, intuizioni e scelte discutibili. Centoventi minuti in cui il Catania ci prova con generosità e non sempre con altrettanta lucidità pagando a caro prezzo il torto di non aver sfruttato oltre quaranta minuti con l’uomo in più, cinque dei quali (gli ultimi) addirittura in doppia superiorità numerica.

Lucarelli insiste sul 3-5-2 riportando tra i titolari, come previsto, Barisic, Lodi e Curiale con l’aggiunta della novità Caccavallo, il cui innesto era peraltro nell’aria, scelto come seconda punta a conclusione di una settimana in cui – dirà lo stesso tecnico in sala stampa – il giocatore “si era proposto a me e alla dirigenza mandando sms a tutti” (sic). Poche sorprese anche per Mignani: Bulevardi rileva l’infortunato Cristiani, in avanti viene confermato Santini con Neglia e Marotta a discapito di Guberti, relegato ancora in panca.

Il Massimino stracolmo ribolle di tifo e chiede al Catania un avvio deciso, ma il Siena evita di mettere un autobus davanti alla porta replicando con Vassallo e Marotta al tentativo di Tedeschi (girata alta) e a quelli forzati di Caccavallo. Gli ospiti, che nella stagione regolare hanno avuto il migliore rendimento esterno di tutta la C, confermano di sapersi esprimere meglio in trasferta tenendo i tre davanti alti in pressione sulla difesa, così da impedire agli avversari di avviare l’azione con un palleggio facile.

Mossa efficace, visto che la manovra rossazzurra stenta a ingranare: difficile valorizzare la qualità di Lodi, seguito con attenzione da Vassallo, difficile innescare le punte e attivare le fasce, dove le accelerazioni di Porcino sono sicuramente più ficcanti delle iniziative di un Barisic che sconta un passo diverso. Qualche svagatezza del reparto arretrato tiene in apprensione il Catania, che ci prova su calcio piazzato: Curiale manca la correzione in rete su sponda di Bogdan.

Pochi istanti e il Siena passa: è Santini a fare centro raccogliendo un pallone vagante in area dopo un’ottima parata di Pisseri su Neglia, ben imbeccato da Marotta, favorito da un rimpallo. Biagianti e soci reagiscono di nervi ottenendo il prezioso pari poco prima dell’intervallo. Guarda caso, succede quando si riesce a pescare Lodi con un pallone pulito dalla difesa che il regista rossazzurro trasforma in un’apertura per Porcino e Barisic, che nel frattempo ha cambiato fascia: cross per Curiale e inzuccata vincente. La tensione è palpabile. Le proteste per una trattenuta in area ai danni di Curiale sulla quale l’arbitro sorvola portano quasi alla rissa al rientro negli spogliatoi per l’intervallo.

Il cambio di modulo fa bene al Catania, passato al 4-3-3 per dare respiro alla manovra e perfezionare la rimonta. Il Siena arretra, Curiale e Bogdan non trovano la correzione vincente in area, ma ora i padroni di casa premono, insistono e conquistano il sospirato rigore per un evidente tocco di braccio di Rondanini su tiro di Curiale. Lodi, glaciale dal dischetto, spiazza Pane e fa esplodere il Massimino. I rossazzurri ci credono, gli ospiti accumulano cartellini e alla fine pagano dazio. Un nuovo strappo sulla destra di Russotto, inserito dopo pochi minuti nella ripresa con Di Grazia, costringe Iapichino, già ammonito, al fallo da giallo che gli costa l’espulsione (e che costringe l’esterno a uscire per infortunio, rimpiazzato da Manneh).

Gli etnei si ritrovano con l’uomo in più a dodici minuti dalla fine, ma non sanno sfruttarlo. L’innesto di Mazzarani a centrocampo al posto di Biagianti con Rizzo accentrato non produce risultati apprezzabili per la squadra di Lucarelli. Il Catania fatica a leggere la nuova situazione tattica e rischia di incassare addirittura il raddoppio dal nuovo entrato Guberti, che si divora un gol fatto girando a lato di testa da pochi passi.

Si va ai supplementari. Tra una perdita di tempo e l’altra del Siena, i padroni di casa non trovano continuità offensiva nel primo extra time. Un guizzo di Manneh, sul quale Pane salva di piede, in chiusura di frazione annuncia però un secondo tempo più intenso. Gli ospiti fanno leva sulla generosità di Marotta, uomo-squadra, per non abbassarsi troppo ma il Catania attinge alle ultime energie per lo sforzo finale. E qualcosa succede.

Una botta di Rizzo finisce alta di poco, poi un altro guizzo di Manneh costringe Rondanini, anch’egli già ammonito, al fallo da cartellino giallo. Espulsione e punizione dal limite. Lo stadio acclama Lodi, lo specialista: sinistro a giro, palla che si stampa sulla parte inferiore della traversa, batte nei pressi della linea e torna in campo. Serve anche fortuna, nel calcio. Il Catania non ce l’ha. Quattro furenti minuti in undici contro nove sono pochi per sfruttare il doppio vantaggio numerico, anche se una palla tesa messa in mezzo da Manneh senza che nessun compagni trovi la deviazione sotto misura fa disperare l’intero stadio.

Il pass per la finale lo assegnano i rigori. Dal dischetto sbaglia per primo il Siena con Bulevardi (bravo Pisseri a intuire), ma gli errori di Blondett (alto) e quello conclusivo di Mazzarani (traversa) spezzano il sogno del Catania e dei ventimila del Massimino. Un pubblico da Serie A per una squadra che resta in C.

CATANIA-SIENA 5-5 d.r. 
Catania (3-5-2): Pisseri 6.5, Aya 6 (1′ pts Blondett 5.5), Tedeschi 5, Bogdan 6, Barisic 5.5 (7′ st Russotto 6.5, 36′ st Manneh 6.5), Lodi 6.5, Biagianti 6 (27′ st Mazzarani 4.5), Rizzo 6, Porcino 6.5, Curiale 6.5, Caccavallo 5.5 (7′ st Di Grazia 5). In panchina: Martinez, Esposito, Semenzato, Marchese, Bucolo, Brodic, Ripa. Allenatore: Lucarelli 5.
Siena (4-3-3): Pane 6, Rondanini 5.5, Panariello 5.5, Sbraga 6, Iapichino 5, Bulevardi 6.5, Gerli 6.5, Vassallo 6.5 (39′ st Mahrous 6), Neglia 6.5 (38′ st Damian 6), Santini 6 (30′ st Guberti 5, 1′ pts Cleur 6), Marotta 7. In panchina: Rossi, Crisanto, Brumat, Dossena, D’Ambrosio, Solini, Guerri, Emmausso. Allenatore: Mignani 7.
Arbitro: Maggioni di Lecco 6.
Reti: 30′ pt Santini, 43′ pt Curiale, 22′ st Lodi (rig).
Note: spettatori oltre 19 mila. Espulsi: 33′ st Iachipino, 11′ sts Rondanini. Ammoniti: Biagianti, Santini, Caccavallo, Vassallo, Bogdan, Bulevardi, Gerli, Rondanini. Angoli: 6-2 per il Catania. Recupero: 0, 4′, 1, 0′ e 0′. Sequenza rigori: Gerli gol; Lodi gol; Damian gol; Curiale gol; Bulevardi parato; Blondett alto; Sbraga gol; Di Grazia gol; Marotta gol; Mazzarani traversa.

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