Serie B, la lunga attesa

Serie B, la lunga attesa

Serie B a 19 o più squadre: domani o mercoledì il giorno del verdetto. Il Collegio di Garanzia si dovrà esprimere sui ricorsi delle pretendenti al ripescaggio, Ternana, Pro Vercelli, Siena, Catania e Novara, divisi non soltanto sul discorso del reintegro in B ma anche sulla norma ‘anti-illeciti’ superata dalla giustizia federale.

I treni sono due, quello con Ternana, Pro Vercelli e Siena se la norma dovesse essere ripristinata dal Collegio presieduto da Franco Frattini, quello con Catania e Novara oltre al Siena se invece dovesse prevalere l’ultima interpretazione confermata dalla Corte d’appello federale.

Una questione “delicata”, come l’ha definita lo stesso presidente del Collegio, che in questo weekend si è trovato a riflettere con i membri divisi sul da farsi: ripristinare lo status quo con una B a 22 squadre, oppure scaricare il commissario straordinario, Roberto Fabbricini. E l’attesa dei club interessati è tanta.

Il destino sportivo dei campionati si intreccia a doppio filo però con quello politico. Al centro del dibattito, sempre i poteri del commissario Fabbricini e una battaglia per la sua successione come futuro presidente della Federcalcio. Al momento ancora nell’ombra ma dai prossimi giorni destinata ad emergere alla luce del sole non appena le questioni dei ricorsi saranno alle spalle.

Sotto la supervisione attenta di Coni e Governo, resta al momento unito più che mai il blocco dei ‘ribelli’ composto da Lega nazionale dilettanti, Lega pro, Aic e Aia. Escluso dai candidati Giancarlo Abete per raggiunti limiti di mandato, le componenti che rappresentano il 73% dei voti dovranno indicare un altro nome.

Divisi, al momento, soltanto sulle ambizioni dei due pretendenti ‘storici’, Cosimo Sibilia (il consiglio della Lnd lo ha incaricato di esprimere il nome per la presidenza) da un lato forte del 34% dei Dilettanti e Gabriele Gravina dall’altro, pronto anche a prendersi la poltrona da direttore generale.

C’è anche una terza via che prende più corpo ed è quella di Andrea Abodi, già candidato sconfitto alle elezioni del Tavecchio bis e ora tornato in lizza. Piace al Governo e alle due leghe maggiori, Serie A e B, che finora sono state escluse dal treno dell’autoproclamata maggioranza.

Un ruolo, quello di presidente federale, che Abodi ricoprirebbe però solo per spirito di servizio, per soli due anni e con l’unico obiettivo di mettere mano una volta per tutte al sistema calcio, bisognoso più che mai di riforme coraggiose. Ma soprattutto da candidato unico, anche se dalle componenti ‘ribelli’ la risposta è sempre la stessa: “Il candidato uscirà dalla nostra maggioranza”.

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