Gravina: “Ecco il mio calcio”

Gravina: “Ecco il mio calcio”

ROMA – “Una nuova Federazione. Il calcio italiano di nuovo in gioco” tra riforma dei campionati e gli Europei del 2028. E’ il programma con cui Gabriele Gravina lancia la sua corsa alla presidenza della Figc, un percorso che “sia ragionato, sentito, soprattutto condiviso”, specifica nell’incipit del testo (60 pagine), che sarà illustrato il 22 ottobre ai delegati della Figc prima del voto.

“Essere presidente per me non vuol dire essere un uomo di potere, ma avere il potere di fare qualcosa, di lottare e innovare, insieme – specifica Gravina – vuol dire essere un uomo di parola e un uomo di calcio, che gioca secondo le regole e si impegna per cambiare quelle che devono essere cambiate”.

Uno dei punti più importanti del programma è quello sulla riforma dei campionati con tre sfere suddivise in: ‘Professionismo’ con Serie A e B a 20 squadre; ‘Semiprofessionismo’ con Serie C da 60 club suddivisi in tre gironi; ‘Dilettantismo’ con 9 gironi e 162 squadre di Lega nazionale dilettanti.

Una Federcalcio 3.0, quella immaginata dal candidato unico e condivisa al momento dal 63% del futuro Consiglio federale. Con una piattaforma digitale e un data base federale per comunicazione, promozione e trasparenza. Un programma che mira a restituire un ruolo da protagonista alla Lega di A con il ‘golden share’, attento alla “sostenibilità”, oltre alla volontà di “ri-definire il ruolo centrale della Figc quale luogo di governo del calcio italiano” e di “improntare in maniera propositiva, positiva il rapporto con il Coni: “Aperti al confronto – si legge – ma anche determinati a mostrare la forza delle nostre competenze e dei nostri numeri”.

Tra i punti del programma c’è il progetto ‘Laboratorio Italia’ per la valorizzazione del calcio giovanile e la nascita in posizione intermedia tra Primavera e Juniores di un campionato nazionale riservato alla Serie C/Elite (semiprofessionismo) e ai Dilettanti. C’è poi il miglioramento del progetto delle cosiddette ‘seconde squadre’, la creazione di accademie federali e la modernizzazione delle infrastrutture con il Progetto ‘Stadio Italia’. A tal fine, la candidatura per il Campionato Europeo 2028 “garantirebbe al nostro sistema uno spazio temporale utile per sviluppare tutti gli strumenti necessari con una procedura sostenibile ed al passo con le nuove tecnologie”.

Non più “appendice” ma vera e propria struttura federale, il Club Italia “dovrà trovare una sua precisa identificazione” con una “tipica struttura del club calcistico”, con un cda rappresentativo di tutte le componenti e un responsabile per la gestione operativa. Sul fronte delle licenze nazionali, prevista la nascita di un nuovo ed autonomo Codice dei controlli federali e un ‘rating’ per la rilevazione della qualità gestionale e sportiva dei club. Attenzione anche alla riforma di una giustizia sportiva che dovrà essere “celere e certa, nei tempi e nelle procedure, con esatto contingentamento dei termini e possibilità di ricorso a procedimenti abbreviati”.

Infine la valorizzazione di calcio femminile, calcio a cinque e Beach soccer, oltre alla necessità di rivalutare la possibilità di ottenere maggiore remunerazione dal sistema delle scommesse.

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