Ombre rossazzurre

Ombre rossazzurre

a.cig.) Evaporato. Dissolto. Sparito. Nel giro di tre giorni, il Catania passa dalla brillante prestazione contro il Sassuolo alla prova di devastante pochezza contro il Bisceglie.

Situazioni e contesti diversi, d’accordo. Era chiarissimo a tutti che lo spartito della Coppa Italia fosse profondamente differente da quello di un campionato di Serie C. Ma quel che si vede in Puglia è a dir poco sconcertante.

La squadra di Sottil è l’ombra di se stessa. Molle, impacciata, senza idee. I rossazzurri riescono nell’impresa di perdere contro un avversario di assoluta modestia, a digiuno di vittorie da ben dieci turni e guidato in panchina dal preparatore dei portieri, chiamato in extremis a occupare il posto lasciato vacante dal dimissionario Ginestra.

Novanta minuti senza logica da cima a fondo. A cominciare dall’episodio che decide la sfida. Visto che i padroni di casa vantano – si fa per dire – il secondo peggior attacco di tutta la Serie C con la miseria di 8 reti in 14 uscite e non sembrano davvero in grado di creare lo straccio di un pericolo, il Catania il gol se lo fa da solo: Pisseri celebra nel peggiore dei modi la sua centesima presenza in rossazzurro controllando male un retropassaggio di Ciancio, facendosi intercettare il rilancio da Jakimovski e regalando un comodo pallone da appoggiare in fondo al sacco a Starita.

Potrebbe essere un semplice, per quanto brutto, infortunio. Superabile da una squadra minimamente sul pezzo. I rossazzurri non lo sono. Schierata con il previsto 4-2-3-1 nel quale rientrano dal 1′ Ciancio, Aya, Scaglia, Biagianti, Vassallo, Lodi e Marotta, gli etnei mostrano una totale abulia: manovra lenta, prevedibile, infarcita di palloni lunghi ed errori tecnici banali.

Nel corso della ripresa Sottil cambia uomini e modulo, alterna gli esterni inserendo Manneh e Brodic, butta dentro Curiale per dare sostegno Marotta, rileva lo spento Lodi con Angiulli, ma la reazione del Catania è tutta in una combinazione Brodic-Biagianti con parata di Crispino, in un colpo di testa di Silvestri al quale il portiere di casa si oppone bene in tuffo e, nel recupero, in un tentativo in acrobazia di Curiale sul quale Crispino si supera.

Sarebbe stato il gol del pareggio in extremis, ma non sarebbe cambiato alcunché. Il passaggio a vuoto è clamoroso e a nulla serve obiettare che il Bisceglie è andato in vantaggio in maniera fortuita e ha pensato solo a difendersi, proponendo un copertissimo 5-3-2 trasformato persino in 5-4-1 col solo Scalzone in avanti. Il copione era noto ed è un classico per la categoria, soprattutto quando si affrontano formazioni di questo genere.

Il Catania, che sembrava avere ritrovato delle certezze con il ripristino della difesa a quattro, offre un preoccupante segnale in controtendenza tornando a subire gol dopo 321 minuti e – quel che è più grave – dando la sensazione di una squadra spaesata. In ultima analisi, non all’altezza di un campionato di vertice e del proprio nome.

BISCEGLIE-CATANIA 1-0
Bisceglie (3-5-2): Crispino 7; Calandra 6, Markic 6.5, Maestrelli 6; Bottalico 6 (39′ st Toskic sv), Onescu 6.5, Risolo 6, Giacomarro 6.5, Jakimovski 6.5 (40′ st Raucci sv), Scalzone 6 (27′ st De Sena 6), Starita 6.5. In panchina: Addario, Camporeale, Beghdadi, Antonicelli, Messina, Sisto. Allenatore: Bruno 6.5.
Catania (4-2-3-1): Pisseri 4; Ciancio 4.5, Aya 6, Silvestri 6, Scaglia 5 (28′ st Calapai sv); Biagianti 5.5, G. Rizzo 5 (21′ st Angiulli 5); Barisic 4.5 (15′ st Manneh 5), Lodi 4 (20′ st Curiale 5), Vassallo 4.5 (1′ st Brodic 5), Marotta 4.5. In panchina: Pulidori, Esposito, Baraye, Bucolo. Allenatore: Sottil 4.
Arbitro: Robilotta di Sala Consilina 7.
Reti: 26′ pt Starita.
Note: spettatori 1000 circa. Ammonito: Ciancio. Angoli: 3-3. Recupero: 1′, 4′.

 

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