Catania, chiusura col botto

Catania, chiusura col botto

a.cig.) L’ultima è anche la migliore. Il Catania chiude il 2018 tirandosi a lucido. I botti di fine anno a tinte rossazzurre si traducono nel più convincente successo del campionato in corso e in tre punti che valgono il secondo posto, ex aequo con il Trapani, a -9 dalla Juve Stabia (con una gara in meno rispetto alla capolista).

Quella contro il Monopoli è una bella vittoria in una bella partita e già questa è una notizia. In un campionato in cui – ahimé – tante, troppe squadre si limitano a un copione assai modesto fatto di agonismo, poche idee e scarsissima propensione ad assumere rischi, la squadra di Peppe Scienza, ex di turno (bello l’affettuoso abbraccio a fine gara con Melo Russo, suo allenatore in maglia etnea alla fine degli anni ’80), si fa apprezzare per la voglia di proporre calcio e giocarsela senza speculazioni.

Non è facile battere i biancoverdi, come testimonia il filotto di dieci partite senza sconfitte con il quale arrivano al Massimino. Per riuscirci, centrando così il terzo risultato pieno di fila, serve un Catania tosto e adrenalinico, come invocato da Sottil.

L’annunciata conferma del 4-3-3 con la rotazione ridotta al minimo dopo tanti esperimenti (solo Esposito per l’infortunato Silvestri rispetto alla trasferta Rieti) e i riscontri che ne conseguono è la conferma che la strada maestra è segnata. Oltre a dare solidità alla fase difensiva (ottava gara nelle ultime nove chiusa senza reti al passivo), il cambio di modulo garantisce maggiore equilibrio e riferimenti precisi a un gruppo che mostra di essere più a suo agio, irrobustito da un’autostima crescente.

Il colpo di testa sottomisura di Curiale su cross di Calapai con palla alta dopo una manciata di secondi è il degno atto d’apertura di una partita vibrante e piacevole. Il 3-5-2 del Monopoli non è la solita formuletta numerica dietro la quale si nasconde una barricata con due linee difensive a protezione della porta e – quando va bene – una punta isolata lasciata lì a sperare che arrivi un pallone decente.

Scienza tiene alto il baricentro dei suoi, che evitano di scappare indietro facendo sempre uscire almeno una mezzala a portare il pressing alto e astenendosi dall’abbassare perennemente i cursori accanto ai tre centrali. Gli ospiti se la giocano e già nel primo tempo due-tre palle gol le creano: Ferrara, dimenticato dalla difesa su un piazzato, sciupa la prima colpendo a lato di testa; le altre due capitano a Gerardi, fermato da un reattivo Pisseri.

Il Monopoli accetta il rischio di fronteggiare il Catania a viso aperto, il che significa accettare pure i rischi connessi. I rossazzurri piacciono per intensità e continuità: Calapai si conferma in condizione spingendo a destra, Rizzo e Biagianti corrono (e tanto) per sostenere la regia di Lodi, Marotta pur partendo largo si sbatte come sempre dando un bel po’ di fastidio ai pugliesi. Come il collega Pisseri, Pissardo si fa apprezzare per una parata su Biagianti, imbeccato da Lodi, e due interventi ravvicinati su altrettante botte di Marotta.

Il fatto che i portieri siano tra i migliori in campo è indicativo del tipo di (buon) match offerto dalle due squadre. L’intervallo non spegne gli ardori. Nessuno si ferma e nessuno si accontenta. Il Monopoli si affaccia subito in avanti con un tiro a lato di Gerardi e un colpo di testa di Zampa, ma è il Catania a passare allo scoccare dell’ora di gioco con un grande classico: la punizione dal limite di Lodi. Sinistro chirurgico (serve specificarlo?) e palla all’incrocio sul palo di Pissardo, che nulla può.

La gara si apre ancora di più. Gli ospiti provano a riequilibrarla, i padroni di casa, che intanto hanno mandato Marotta al centro dell’attacco con Vassallo dentro per Curiale, hanno spazio per ripartire. Marotta e Manneh ci provano in contropiede, poi serve il miglior Pisseri per opporsi con i piedi a un tiro di Sounas deviato da Esposito.

Sottil mette dentro Angiulli per Rizzo e l’azzecca alla grande: l’ex ternano (elemento che nel 4-3-3 può essere assai utile) entra benissimo in partita sfiorando subito il raddoppio con una percussione centrale conclusa da un tiro a lato d’un soffio e trovandolo a tre minuti dalla fine, quando un lancio di Lodi e il successivo assist di Manneh ne assecondano il perentorio inserimento mettendolo in condizione di scagliare un gran diagonale mancino per il 2-0.

La contesa si chiude qui, sebbene allo scadere Pisseri – che doveva tenerci tanto a chiudere l’anno imbattuto – vada a prendersi il titolo di migliore in campo con un’altra paratona su girata ravvicinata di Rota negando così il gol a un Monopoli (34 tifosi al seguito e due striscioni di solidarietà per il terremoto: complimenti) che probabilmente una rete l’avrebbe meritata.

Il triplice fischio finale archivia il 2018 rossazzurro e consegna alla sosta un Catania in crescita. Di risultati, di idee, di personalità. Un ottimo punto da cui ripartire.

CATANIA
-MONOPOLI 2-0
Catania (4-3-3): Pisseri 7.5; Calapai 6.5 (38′ st Lovric sv), Aya 6, Esposito 6, Ciancio 6; G. Rizzo 7 (31′ st Angiulli 7), Lodi 6.5, Biagianti 7 (38′ st Bucolo sv); Manneh 6.5, Curiale 6 (24′ Vassallo 6), Marotta 6.5. In panchina: Pulidori, Scaglia, Llama, A. Rizzo, Brodic, Mujkic. Allenatore: Sottil 7.
Monopoli (3-5-2): Pissardo 6.5; Ferrara 5.5 (30′ st Bei 6), De Franco 6, Mercadante 6; Fabris 6 (21′ st Rota 6), Zampa 6, Scoppa 5.5, Sounas 6 (30′ st Berardi 6), Donnarumma 6; Gerardi 6.5, Mendicino 5.5 (35′ st Mangni sv). In panchina: Saloni, Gallitelli, Mangione, Gatti, Maimone, Paolucci, Pierfederici, Mavretic. Allenatore: Scienza 6.5
Arbitro: Garofalo di Torre del Greco 6.
Reti: 14′ st Lodi, 41′ st Angiulli.
Note: spettatori: 10.207 (6.908 abbonati, 3.299 paganti)). Incasso: 38.651 euro. Ammoniti: De Franco, G. Rizzo, Sounas, Lodi, Zampa per gioco falloso. Angoli: 6-4 per il Monopoli. Recupero: 1′, 5′.

 

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