Fantasmi rossazzurri

Fantasmi rossazzurri

a.cig.) Lasciamo stare i social, i tifosi delle curve, la stampa. Mettiamo da parte la conferenza stampa dell’ad Lo Monaco che ha monopolizzato la scena nelle ultime 48 ore. Proviamo a parlare di calcio giocato. O di quello che tale dovrebbe essere.

Tentativo in verità disperato, alla luce di quanto visto a Viterbo. Il Catania passa dallo stadio Rocchi senza lasciare traccia. Novanta minuti di nulla per la sesta sconfitta stagionale. Più che meritata e frutto di una (non) prestazione sconcertante.

In una giornata in cui, dopo le parole di Lo Monaco, sarebbe stato lecito attendersi una prova di un certo spessore caratteriale, gli etnei naufragano malamente sprecando un’ottima occasione per guadagnare terreno sul Trapani, fermato sul pari interno dalla Cavese, e scivolando al quarto posto, superati dal Catanzaro.

Il quadro che emerge da Viterbo preoccupa, ma purtroppo non è un inedito: squadra senza bussola, priva di nerbo, preda di un’abulia che non risparmia nessuno. Interrogativi che pongono seri punti di domanda sul futuro di Sottil (al momento oggetto di valutazione) e di una formazione che ad oggi, per farla breve, non è all’altezza né del suo nome né tanto meno della promozione, diretta o via play off.

Non c’è proprio nulla da salvare in una partita che dura quattro minuti. Il tempo che serve a Polidori per sbattere oltre la linea di porta, dopo aver colpito la traversa, un pallone pervenutogli grazie a una corta respinta di Pisseri su traversone dalla destra di De Giorgi.

Pessimo modo di approcciare il match, ma ci sarebbe tempo e modo per riparare. Invece nulla. Il Catania non reagisce. Il previsto 4-3-3 con Aya terzino destro, Esposito centrale e il rientrante Rizzo a centrocampo non sta proprio in piedi. Ma qui non è un discorso di modulo o di scelte relative ai singoli. Quando una squadra non riesce a mettere insieme tre passaggi di fila qualsiasi disamina tattica rischia di diventare surreale.

E dire che la Viterbese, alle prese con un calendario iperaffollato che la costringe a giocare ogni tre giorni, dovrebbe accusare qualche problema di gestione delle energie. Invece no. Ad avere una marcia in più sono proprio i padroni di casa, che si affidano al rodato 3-5-2 di Calabro e tornano a rendersi pericolosi con un tiro di Tsonev dal limite che Pisseri devia in angolo.

Il Catania resta mestamente a guardare, sbaglia tutto quello che si può sbagliare, rischia di subire il raddoppio su un colpo di testa di Polidori, che da pochi passi si divora il gol mandando a lato un cross di Mignanelli, e incassa il 2-0 in chiusura di primo tempo, quando Aya, in ritardo, tampona Tsonev causando un rigore che lo stesso Polidori trasforma.

Buio totale in campo e in panchina. Dopo aver rimpiazzato l’infortunato Esposito con Carriero, inventato terzino con Aya riportato al centro (domanda: Marchese cosa viene convocato a fare se non gioca neppure in questi casi?), Sottil tenta la carta Sarno (che almeno qualcosa la prova) al posto di Rizzo, in grave ritardo di condizione dopo la lunga assenza. Ma non può bastare una sostituzione per cambiare le cose.

Il problema è complessivo e investe un gruppo che non ha ancora identità (e siamo a fine febbraio) e invece di crescere regredisce di settimana in settimana. Il secondo tempo scivola via nel nulla. Un colpo di testa a lato di Polidori, un tiro dal limite di Sarno ribattuto dalla difesa e il palo colpito da Baldassin su assist del nuovo entrato Bismark, bravo a farsi luce sulla sinistra e a servire in area il compagno, sono le uniche note di cronaca che scandiscono l’agonia dei rossazzurri, che cambiano modulo senza cavarne alcunché.

Il primo – e unico – tiro in porta del Catania arriva dopo 88 minuti (sì, 88) ed è di Brodic, sul cui destro dalla distanza Valentini si oppone con qualche imbarazzo. Lo stesso imbarazzo che si prova nel vedere un Catania così spaurito. Con quella maglia bianca che sembra tanto un lenzuolo da fantasmi.

VITERBESE-CATANIA 2-0
Viterbese (3-5-2): Valentini 6; Rinaldi 6.5, Atanasov 6.5, Sini 6.5; De Giorgi 7 (46′ st Coda sv), Damiani 6.5 (46′ st Palermo sv), Tsonev 7 (18′ st Cenciarelli 6), Baldassin 6.5, Mignanelli 6.5; Vandeputte 6.5 (28′ st Bismark 6.5); Polidori 7.5 (28′ st Zerbin 6). In panchina: Thiam, Sparandeo, Milillo, Artioli, Coppola, Pacilli, Molinaro. Allenatore: Calabro 7.
Catania (4-3-3): Pisseri 5; Aya 4.5, Silvestri 4.5, Esposito 4.5 (41′ pt Carriero 5), Baraye 4.5; Biagianti 4.5 (29′ st Angiulli sv), Lodi 4.5, Rizzo 4 (1′ st Sarno 6); Manneh 4 (17′ st Brodic 5.5), Di Piazza 4 (17′ st Curiale 5), Marotta 4. In panchina: Pulidori, Lovric, Marchese, Valeau, Bucolo, Liguori. Allenatore: Sottil 4.
Arbitro: Camplone di Pescara 6.5.
Reti: 4′ pt e 45′ pt su rig. Polidori.
Note: spettatori 1600 circa. Ammoniti: Silvestri, Aya, Vandeputte, Polidori. Angoli: 3-5. Recupero: 1′, 4′.

 

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