Catania, indietro tutta
Catania, indietro tutta

Catania, indietro tutta

a.cig.) Altro che scatto verso la vetta. Questa è una retromarcia secca. Il Catania aspettava il derby col Trapani per blindare il secondo posto e portarsi a -1 dal Lecce a 180′ dalla fine della stagione regolare tenendo viva la speranza di un sorpasso in extremis.

E’ successo tutt’altro. Il flop nel posticipo non solo consegna di fatto la promozione diretta ai pugliesi, ora a +4 sulle prime inseguitrici, ma mette a serio rischio la piazza d’onore, adesso occupata dai granata, appaiati agli etnei a quota 67 ma in vantaggio negli scontri diretti.

In un Massimino di categoria decisamente superiore, con tanto di record stagionale di presenze nonostante la “Giornata rossazzurra” (18.711 spettatori, tutti paganti) e splendida coreografia in curva, il Catania buca l’ennesimo appuntamento con un potenziale trampolino di lancio verso il primato ribadendo limiti caratteriali ormai noti.

Non è solo questione di personalità, però. Biagianti e compagni faticano tantissimo a entrare in partita contro un Trapani che approccia meglio la gara, lavora bene col giro palla e resta sempre compatto. La formazione di Calori copre il campo con efficacia tenendo i tre centrali difensivi vicini, abbassando il play Corapi quasi sulla linea arretrata per avviare l’azione ed esibendo efficaci sincronismi tra cursori di fascia e mezze ali.

I padroni di casa, invece, girano a vuoto finendo spesso col rincorrere gli avversari: il fatto che nei primi 45′ Curiale, a lungo a corto di rifornimenti, si faccia notare più per un paio di recuperi difensivi che per guizzi in area avversaria è sintomatico.

Non è un caso che siano i granata a costruire l’occasione più pericolosa del primo tempo con un colpo di testa di Murano su cross di Marras ottimamente neutralizzato da Pisseri. I tiri dalla distanza di Evacuo, Palumbo (due volte) e ancora Murano scandiscono una prima frazione nella quale il Catania non va oltre due tentativi aerei fuori bersaglio di Blondett e Marchese, entrambi da piazzato.

I rossazzurri capiscono di dover fare decisamente di più e in avvio di ripresa paiono scuotersi creando due pericoli con Lodi, che in tuffo di testa da pochi metri non inquadra la porta su cross di Marchese, e Manneh, autore di uno spunto concluso da un tiro a lato.

Quando sembra che la partita possa girare, ecco la doccia gelata per i 18 mila del Massimino: Palumbo, altro elemento interessante, trova il corridoio giusto per inserirsi in area con la complicità di un’esitazione avversaria in mediana, Pisseri respinge la prima conclusione (sporcata da Aya) ma sulla seconda non ci arriva. Bruttissima botta per il Catania, che sbanda, rischia di subire subito il raddoppio in due occasioni (gol annullato a Pagliarulo per fuorigioco e salvataggio di Pisseri su Marras) e poi si butta in avanti con la forza della disperazione.

Qui entra in scena Furlan, miracoloso nel mandare in angolo un rasoterra di Manneh da pochi passi e nell’opporsi al colpo di testa a botta sicura di Curiale da non più di due metri. Nel frattempo Lucarelli ha deciso di rischiare il tutto per tutto passando al 4-2-4 con una mediana Lodi-Biagianti (poi rilevato da Rizzo) e un attacco con due punte (Curiale e l’accentrato Barisic) e due esterni (i nuovi entrati Russotto e Di Grazia) aumentando anche la spinta sulle fasce con Porcino e Semenzato per Marchese e Blondett.

Il Catania insiste sbattendo però ancora su Furlan, che sfodera un’altro intervento notevole su un destro a giro di Barisic, e poi sul palo colpito da Russotto, bravo a liberarsi in un fazzoletto e a calciare con grande rapidità. A questo punto gli etnei meriterebbero il pari, ma nel concitato finale lasciano inevitabilmente spazi che il Trapani sa sfruttare: Pisseri tiene aperta la sfida per qualche attimo salvando su Fazio, ma poco dopo è Marras, giustamente tra i più temuti e confermatosi ottimo giocatore, a chiudere i giochi su servizio del nuovo entrato Steffè.

Il rigore conquistato nell’ultimo dei 5′ di recupero per un fallo di mano di Evacuo, espulso per doppia ammonizione, e trasformato da Lodi senza che ci sia neppure il tempo di riportare la palla a centrocampo non serve a nulla. E mentre in Salento si festeggia, il Catania (contestato a fine gara) si ritrova terzo, col concreto rischio di aver ceduto anche il secondo posto. Non un dettaglio, in chiave play off.

CATANIA-TRAPANI 1-2
Catania (4-3-3): Pisseri 6.5, Blondett 5.5 (34′ st Semenzato sv), Aya 5.5, Bogdan 5, Marchese 5 (13′ st Porcino 6); Lodi 5.5, Biagianti 5 (34′ st Rizzo sv), Mazzarani 5 (13′ st Russotto 6.5), Barisic 5.5, Curiale 5.5, Manneh 5.5 (25′ st Di Grazia 6). In panchina Martinez, Esposito, Tedeschi, Bucolo, Fornito, Ripa, Brodic. Allenatore: Lucarelli 5
Trapani (3-5-2): Furlan 8, Fazio 6, Pagliarulo 6, Drudi 6.5, Marras 7, Scarsella 6, Corapi 6.5, Palumbo 7 (32′ st Steffè 6.5), Bastoni 5.5 (19′ st Rizzo 6), Evacuo 6, Murano 6 (38′ st Silvestri sv). In panchina Pacini, Compagno, Canino, Girasole, Aloi, Ferretti, Dambros, Musso. Allenatore: Calori 7.5
Arbitro: Massimi di Termoli 6.
Reti: 5′ st Palumbo; 48′ st Marras, 50′ st Lodi (rig.)
Note: spettatori: 18.711, incasso 232.712 euro. Espulso: Evacuo (49′ st) per doppia ammonizione. Ammoniti Bastoni, Bogdan, Corapi, Fazio, Furlan. Angoli: 4-4. Recupero: 1′; 5′.

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