Serie C, via il 15 settembre

Serie C, via il 15 settembre

Il calendario della Serie C l’8 settembre e l’inizio del campionato che slitta al 16. È quanto deciso dal direttivo e approvato all’unanimità dall’assemblea di Lega Pro in corso a Roma. La volontà è quella di attendere l’esito della discussione dei ricorsi dei club che ambiscono al ripescaggio in Serie B al Collegio di garanzia dello sport del Coni, prevista il 7 settembre. Presenti all’assemblea anche il numero uno della Lega dilettanti, Cosimo Sibilia, quello dell’Aia, Marcello Nicchi.

“Il candidato è l’ultimo dei nostri problemi, siamo compatti perché vogliamo votare”, ha detto il presidente Gabriele Gravina, parlando a margine dell’assemblea di Lega, riferendosi al blocco delle quattro componenti di Lega Pro, Aic, Lega dilettanti e Aia, compatte sulla volontà di porre fine il prima possibile alla fase commissariale di Roberto Fabbricini.

“Noi vogliamo votare – ha aggiunto Gravina – questo è un caos strategico e il nome di Abete non esiste, è un candidato che abbiamo individuato ma avevamo proposto anche delle alternative, mi sembra un cavallo di troia che qualcuno vuole utilizzare per rompere gli equilibri. La sua è una disponibilità di servizio per mettere tutti insieme, ma non può giustificare rinvii e contro rinvii”. “Ancora non si sa se i principi informatori sono approvati o meno – dice ancora – e se a settembre ci sarà una convocazione o meno. Un uomo normale che si aspetta una governance perde la pazienza”.

“Vogliamo essere propositivi: per andare incontro all’esigenza di rispetto dei format e ragionando con una logica di sistema, l’Assemblea mi ha dato mandato di chiedere sette promozioni in Serie B per ripristinare il format a 22 squadre. Sono comunque convinto che il 7 settembre il Collegio di Garanzia ripristinerà il rispetto delle norme: mi sembra una follia bloccare i ripescaggi in Serie B di società che hanno presentato anche una doppia fideiussione”, ha precisato Gravina.

“Non riesco a dialogare con Balata: io rispondo a me stesso, mentre non so se lui sia libero di intraprendere scelte autonome con la Lega di B. Non è possibile pensare di adottare un provvedimento senza nemmeno fare una telefonata alla lega sulla quale ricadono conseguenze negative – ha osservato il presidente della Lega Pro – Non è possibile fare uno strappo del genere”.

“La parte più triste – ha concluso Gravina – è che oggi dovevamo celebrare l’inizio del campionato e invece siamo qui a parlare di qualcosa che non si può realizzare. Dispiace vedere lo sguardo basso dei miei presidenti. Questa è la pagina più amara, non poter dare ai tifosi la possibilità di aggregarsi e stare insieme”.

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