Catania, falsa ripartenza

Catania, falsa ripartenza

a.cig.) Sei reduce da una sconfitta avvilente che richiede riscatto immediato. Hai l’occasione di rilanciarti con un recupero che rappresenta il primo atto di un doppio turno casalingo quanto mai propizio. Puoi guadagnare tre punti d’oro su tutte le avversarie in alta quota. Giochi contro una squadra che è priva di ben sette elementi e da tempo va in campo una volta ogni tre giorni mentre tu hai beneficiato di un turno di riposo.

Tutto sembra essere a tuo favore. E tu che fai? Un buco nell’acqua. Ancora uno. Il Catania perde la seconda partita nel giro di un mese e mezzo con la Viterbese moltiplicando dubbi e perplessità sull’orizzonte stagionale di una squadra che se continua così ha poco da sperare anche nei play off.

Se lo stop nella prima sfida con i gialloblu era costato la panchina a Sottil, sulla cui quota di responsabilità negli stenti stagionali forse qualcuno dovrebbe fare una riflessione, il ko interno contro la formazione di Calabro perpetua il momento di crisi della gestione Novellino, decollata con la doppia vittoria con Catanzaro e Juve Stabia e improvvisamente franata contro due avversarie paradossalmente più abbordabili.

Il gol regolare annullato a Brodic nel finale non cambia la valutazione negativa di una gara nella quale ci aspettava tutt’altro approccio da parte dei rossazzurri. Che invece sono abulici, poco lucidi e assai imprecisi per l’intero primo tempo. Le scelte di Novellino non sono premianti: Angiulli, Carriero e Valeau, promossi titolari per l’occasione, sono tra i peggiori di una formazione che dovrebbe essere più fresca degli avversari e invece arriva quasi sempre seconda sul pallone sbagliando tanto in fase di costruzione.

La compattezza delle prime uscite non si vede proprio. La squadra è lunga, insiste troppo con i lanci per le punte, spesso mal supportate da una mediana in ritardo e fuori fase. La Viterbese non deve fare nulla di straordinario per passare in vantaggio: basta una punizione dal limite di Tsonev, complici una barriera disposta in maniera non ottimale e un Pisseri poco reattivo.

Novellino interviene ancora prima dell’intervallo tirando fuori Angiulli, in pessima giornata, e inserendo Sarno dietro le punte nel tentativo di colmare il vuoto tra centrocampo e attacco con un 3-4-1-2 che però non basta a modificare l’inerzia della sfida.

Nella ripresa il Catania cambia ancora: Manneh rileva Valeau a sinistra, poi Rizzo e Brodic rimpiazzano Carriero e Marotta per un 3-4-2-1 che guadagna qualche metro di campo grazie anche all’inevitabile calo fisico degli ospiti.

Un paio di spunti di Sarno propiziano altrettante conclusioni facilmente addomesticate da Forte, poi arriva il “fattaccio” sul quale gli etnei possono recriminare non poco (vedasi la foto di Filippo Galtieri correlata a questo articolo): Brodic gira in porta un cross di Marchese dalla sinistra, Forte si oppone e sulla respinta ancora Brodic ribadisce in rete. L’arbitro, però, annulla su fantasiosa segnalazione del guardalinee per un fantomatico offside del croato, che sbuca alle spalle di ben quattro avversari (c’è pure De Giorgi a terra proprio sulla linea di fondo a tenere comunque in gioco tutti).

Sarebbe stata la rete del pari, che il Catania – ormai stabilmente in pressione nella trequarti avversaria – divora a 7′ dalla fine con Manneh, imbeccato sul dischetto da un altro spunto di Sarno ma sciagurato nel calciare alto da posizione decisamente comoda.

La Viterbese, pur chiaramente in debito di energie, resiste e in contropiede fallisce due volte il raddoppio col nuovo entrato Pacilli, che prima calcia alto da pochi metri a conclusione di un contropiede e poi si vede respingere sulla linea da Silvestri un tocco morbido a scavalcare Pisseri dopo essersi fatto luce tra Aya e lo stesso Silvestri.

L’espulsione di Coda allo scoccare del 90′ per un fallo su Manneh non cambia le cose. Sono anzi i gialloblu a sfiorare ancora il gol in contropiede con Molinaro, la cui conclusione a botta sicura viene salvata in extremis da Pisseri.

Cambia poco. Il Catania resta nel tunnel. Mentre i play off si avvicinano e la classifica non migliora. Anzi.

CATANIA-VITERBESE 0-1
Catania (3-5-2): Pisseri 5; Aya 5.5, Silvestri 5.5, Marchese 6 (35′ st Llama sv); Calapai 5, Carriero 4.5 (11′ st Rizzo 5.5), Lodi 5, Angiulli 4 (37′ pt Sarno 6), Valeau 4.5 (1′ st Manneh 5); Marotta 5 (11′ st Brodic 5.5), Di Piazza 4.5. In panchina Bardini, Esposito, Lovric, Baraye, Bucolo, Liguori, Mujkic. Allenatore: Novellino 4.5.
Viterbese (3-5-2): Forte 6; Atanasov 6, Rinaldi 6.5, Coda 5; De Giorgi 6 (28′ st Sparandeo 6), Palermo 7, Damiani 6.5, Tsonev 7, Mignanelli 6; Bismark 6 (15′ st Molinaro 6), Vandeputte 5.5 (15′ st Pacilli 5.5, 45′ st Milillo sv). In panchina Demba, Bertollini, Cenciarelli, Coppola, Artioli, Del Prete, Zerbin, Polidori. Allenatore: Calabro 7.
Arbitro: Paterna di Teramo 4.
Rete: 30′ pt Tsonev.
Note: spettatori 8.057 (abbonati 6.908, paganti 1.149), incasso 10.633 euro. Espulso Coda (45′ st) per gioco falloso. Ammoniti: Silvestri, Atanasov, Carriero, De Giorgi, Marotta, Bismark, Rizzo, Tsonev, Forte. Angoli: 6-0 per il Catania. Recupero: 1′, 5′.

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