“Non sono il male del Catania”

“Non sono il male del Catania”

“Che sia chiaro, non potrei mai essere il male del Catania”. Marco Biagianti prende la parola via social e lo fa per replicare all’ex tecnico del Catania, Walter Novellino, che in un’intervista rilasciata a un quotidiano qualche giorno fa aveva spiegato, secondo la propria prospettiva, le ragioni del suo esonero (“Si è dato retta a giocatori finiti che salivano sul colle e magari davano il proprio punto di vista. I giocatori devono solo pensare a fare i giocatori. Chi sono? Non sono di certo Lodi, Marchese e Llama. Qualcuno ha remato contro”).

Dichiarazioni che hanno alimentato ricostruzioni di ogni tipo e che non sono piaciute al capitano rossazzurro, il quale ha deciso di affidare il proprio pensiero a un post su Instagram: “Chi mi conosce – scrive Biagianti – sa bene che non amo fare questo tipo di cose, ma vista la cattiveria con cui si sta scrivendo e viste le cose dette in maniera poco chiara è giusto che io difenda la mia persona e soprattutto la mia posizione. Con Mr. Novellino ho avuto un buonissimo rapporto nei mesi in cui è stato ad allenare la squadra, ci stimavamo, ci confrontavamo spesso ma soprattutto ci rispettavamo”.

“Come ho detto anche a lui a seguito di questo spiacevole episodio (per me) – continua Biagianti – sarebbe stato più giusto evitare di fare questo genere di interviste che insinuano dubbi, non portano a nulla e lasciano solo strascichi negativi; o si fanno i nomi oppure meglio tacere (e sarebbe stata sicuramente la miglior cosa). Voglio ricordare che sono il Capitano di questa squadra, uno che combatte per questa maglia da 11 stagioni ed ama questa Città come pochi, che cerca di aiutare i compagni dal primo all’ultimo e che ha sempre instaurato buoni rapporti con ogni allenatore, per un fine comune, il bene della mia squadra. Basta una mezza intervista sbagliata per mettere in dubbio tutto?! Pensate prima di parlare. Che sia chiaro, non potrei mai essere il male del Catania!!!!!”.

Parole chiare, anche se a volte basta una foto. Quella di Filippo Galtieri che apre il nostro pezzo.

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