Catania, 6 una furia

Catania, 6 una furia

a.cig.) Un diluvio in piena estate. Piovono gol al Partenio. Il Catania travolge l’Avellino con sei reti e si regala un debutto da favola in Serie C. I chiarissimi limiti degli irpini non possono non essere tenuti in considerazione e non tutto è stato perfetto, ma un 6-3 esterno è senza dubbio un bel cominciare.

A piacere in particolare è la mentalità offensiva e il gioco propositivo che Camplone sembra avere già inculcato ai suoi. I rossazzurri muovono palla velocemente, cercano il fraseggio con insistenza e sostengono l’azione in maniera corale. Squadra corta, con un baricentro decisamente più alto che in passato e in grado di cercare la porta avversaria con confortante frequenza.

Chiaro che – ribadiamolo subito e sgombriamo il campo da ulteriori riserve – la debolezza dei padroni di casa sia un elemento che incide. L’Avellino è matricola partita in ritardo sul mercato e con gravi deficit di organico. La recente vittoria in Coppa Italia sul Bari aveva forse ingannato ambiente e osservatori, ma la Coppa, come lo stesso Catania sa bene (ricordate la gestione Sottil?), è altra cosa, soprattutto d’estate.

Resta comunque il fatto che gli etnei ci mettano piglio e aggressività dal 1′ facendo diventare semplice ciò che potrebbe pure non esserlo (certe incredibili sconfitte delle annate recenti stanno lì a testimoniarlo). Camplone propone un 4-3-3 senza sorprese, con il promettente Biondi alla prima da titolare e Saporetti a fare coppia al centro con Silvestri in difesa e Llama a completare la mediana con Dall’Oglio e Lodi.

Palla a terra, pressing alto e sovrapposizioni: il Catania piace subito, costruisce due grandi opportunità con Sarno (Abibi salva a tu per tu) e Di Piazza (diagonale da centro area fuori d’un soffio) e passa con un’azione ben congeniata che chiama in causa Lodi, Sarno, Llama e Pinto prima del cross girato in porta da Di Piazza (foto Galtieri, sotto).


L’Avellino non ha la forza per reagire, in difesa sbanda paurosamente e neppure il cooling break al metà del primo tempo lo rinfranca. Lodi piazza una punizione delle sue: palla che bacia il palo e s’insacca per il 2-0. Il Catania funziona, soprattutto in fase offensiva. Tra i migliori, due volti nuovi, entrambi sulla corsia sinistra: Pinto, che spinge forte, e Di Molfetta, a suo agio col giro palla targato Camplone e dotato di buoni mezzi tecnici.

Non è un caso che il tris arrivi proprio dal piede di Di Molfetta, chirurgico nel pescare in area Di Piazza, autore a sua volta di un pregevole stop con pallonetto a seguire. E’ il 3-1 che apre la ripresa e lancia il Catania e Camplone, in cui cambi vengono immediatamente premiati: i nuovi entrati Welbeck, Mazzarani (foto Galtieri, sotto) e Bucolo demoliscono un Avellino ormai in confusione con tre conclusioni a fil di palo di notevole fattura. E nel conto va messa pure una traversa colpita da Catania, altro subentrante.


Una passeggiata. Con qualche piccolo inciampo. Le note meno entusiasmanti arrivano dalla fase difensiva. L’evitabile rete dell’1-2 realizzata da Albadoro, lesto a liberarsi della guardia di Saporetti e a raccogliere per primo la respinta di Furlan, fa il paio con i due gol subiti nel finale di gara, sicuramente imputabili a un fisiologico calo di tensione ma anche in questo caso evitabili: la doppietta di Dipaolantonio, figlia di uno spunto in area in mezzo a quattro rossazzurri concluso da un rasoterra non irresistibile e di un rigore decretato per un fallo di Furlan su Alfageme dopo un mancato intervento di Saporetti, è la spia di meccanismi da migliorare.

Tre gol al passivo in un incontro del genere sono troppi, ma essendo tutto sommato irrilevanti possono essere persino un bene anche come monito per quel che riguarda eventuali e pericolosi cali di tensione. In vista della prossima partita e di un intero campionato che il Catania ha approcciato alla grande. Finalmente.

AVELLINO-CATANIA 3-6
Avellino (3-5-2): Abibi 5; Zullo 4.5, Morero 4.5, Laezza 4.5; Celjak 4.5, Palmisano 4.5 (28′ st Carbonelli sv), Di Paolantonio 6.5, Rossetti 4.5 (18′ st M. Silvestri 5), Micovschi 4.5; Alfageme 5 (40′ st Petrucci sv), Albadoro 5.5. A disp. Tonti, Pizzella, Njie, Saporito, Corcione, Falco. All. Ignoffo 4.5
Catania (4-3-3): Furlan 5.5; Biondi 6, T. Silvestri 6, Saporetti 5.5, Pinto 7; Dall’Oglio 6.5 (32′ st Mazzarani 7), Lodi 7, Llama 6.5 (14′ st Welbeck 7); Sarno 6 (28′ st Catania 6), Di Piazza 7.5 (29′ st Curiale sv), Di Molfetta 7 (29′ st Bucolo 7). A disp. Martinez, Noce, Mbendé, Marchese, Liguori, Pecorino. All. Camplone 8
Arbitro: De Santis di Lecce 6.5
Reti: 22′ pt Di Piazza, 30′ pt Lodi, 35′ pt Albadoro, 5′ st Di Piazza, 24′ st Welbeck, 27′ st Mazzarani, 30′ st Bucolo, 32′ st Dipaolantonio, 35′ st Dipaolantonio (rig)
Note: ammoniti Dall’Oglio e Furlan. Recupero 2′ e 3′.

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