Tabù Monopoli

Tabù Monopoli

a.cig.) E’ quasi una regola ormai. A Monopoli si perde. Tanti imprevisti ed elevate probabilità di finire male. Il Catania prolunga l’incredibile sequenza di delusioni sul campo dei biancoverdi incamerando una batosta che lascia interdetti.

Il 4-2 incassato nella circostanza si allinea alle modestissime uscite negli scontri diretti dell’ultimo triennio andando a comporre un poker di precedenti degno del Santiago Bernabeu e non del Veneziani: un punto sui dodici disponibili, dodici gol al passivo e solo due all’attivo.

Ma il problema non è il Monopoli. E’ il Catania. Che fa di tutto per complicarsi la vita giocando con scarsa lucidità e confermando gravi squilibri nella fase di non possesso. Non basta il cambio di modulo, ampiamente preventivato, per garantire maggiore copertura. Anzi. La sensazione di precarietà è una costante per tutti i 90′ nonostante l’utilizzo di un centrale in più.

Neppure la buona sorte dà una mano: l’infortunio di Silvestri dopo appena un quarto d’ora è il fuori programma che azzoppa ulteriormente un gruppo già privo di nove elementi (sei infortunati e tre out per motivi disciplinari). Camplone potrebbe abbassare i laterali, inserire Di Molfetta e optare per il 4-3-3 ma sceglie di insistere sul 3-5-2 buttando nella mischia il giovane Noce, che soffre tanto insieme con i compagni di reparto.

Il Monopoli è aggressivo, tiene alto il baricentro e ha più gamba e ritmo, come spesso accade a chi affronta gli etnei. Lodi e soci non riescono ad avviare l’azione in modo lineare perdendo troppi palloni in uscita e aprendo tante falle, soprattutto a sinistra dove anche Pinto si vede pochissimo perdendo il duello con Tazzer, autore del primo affondo degno di nota della gara.

E’ il prologo del gol d’apertura, realizzato dall’ex di turno, Carriero, che Lodi lascia libero di girarsi ai venti metri prima di scagliare un destro secco sul quale Furlan non arriva. L’immediato pareggio di Mazzarani, lesto a lavorare bene una palla sporca in area e a girarla in porta da pochi metri (foto Galtieri, sotto), potrebbe trarre d’impaccio il Catania, che però resta basso, denuncia i soliti limiti dinamici a centrocampo e non riesce a ripartire lasciando Di Piazza abbandonato a se stesso.

Il punto è anche questo. Qualche pericolo in più – come accaduto nelle prime uscite – si può anche accettare di correrlo (entro certi limiti, qui decisamente superati) se riesci a proporti in avanti con continuità e a creare in proporzione. Cosa che però non accade da almeno tre partite, cioè dalla sciagurata sconfitta di Potenza.

Il cambio tra Llama e Rizzo nell’intervallo sembra vincente perché proprio il nuovo entrato, a lungo con la valigia pronta e poi tornato in organico, porta avanti i suoi con un colpo di testa su traversone di Mazzarani: il pallone carambola su Rota e batte Antonino (foto Galtieri, sotto).

Episodio che potrebbe cambiare la sfida se il Catania non pagasse immediatamente dazio a un altro problema non risolto: le marcature sui calci piazzati a sfavore. Come accaduto contro Francavilla e Potenza, gli etnei subiscono gol da angolo: Piccinni colpisce tutto solo in area su corner dalla destra di Donnarumma mentre la difesa avversaria rimane a guardare.

Che dietro ci siano seri problemi sia di sicronismi sia di qualità individuale lo ribadisce il terzo gol biancoverde: Jefferson difende palla e l’appoggia sull’accorrente Fella, sulla cui conclusione Welbeck è in ritardo, Noce esce con timidezza e Furlan ancora una volta si distende senza esito.

Camplone chiama fuori proprio Noce e Welbeck inserendo Di Molfetta e Dall’Oglio, ma i suoi sono molli e inefficaci. Il Monopoli, invece, continua a sfondare a destra: il nuovo entrato Cuppone viene fermato in extremis una prima volta da Mbende e in una seconda occasione da Furlan.

Il quarto gol dei padroni di casa è solo rinviato e arriva in modo piuttosto avvilente nel finale, quando su una innocua palla lunga Mbende si fa prendere d’infilata da Donnarumma, rapido nel saltare in dribbling il camerunense e nel battere ancora una volta Furlan.

Pessimo epilogo di una pessima partita. I fantasmi ricomparsi a Potenza e solo vagamente allontanati dal risultato (solo quello) con la Viterbese sono lì ben presenti. E aleggiano sui colori rossazzurri insieme alle tensioni che permeano l’ambiente (i tre giocatori sanzionati per motivi disciplinari, il botta e risposta tra Lo Monaco e parte del tifo organizzato) e ai limiti di un gruppo che – budget o no, infortunati o no – mostra la corda dopo sole cinque cinque giornate.

MONOPOLI-CATANIA 4-2
Monopoli (3-5-2): Antonino 6; Rota 6, De Franco 6, Maistrelli 6 (21′ st Hadziosmanovic 6); Tazzer 6.5, Carriero 7 (21′ st Mercadante 6.5), Giorno 6.5 (45′ st Pecorini sv), Piccinni 7, Donnarumma 7.5; Jefferson 7 (45′ st Moreo sv), Fella 7 (30′ st Cuppone 6.5). In panchina: Menegatti, Ferrara, Salvemini, Triarico, Tuttisanti, Nanni, Arena. Allenatore: Scienza 7.5
Catania (3-5-2): Furlan 5; Mbende 4.5, Esposito 4.5, Silvestri sv (15′ pt Noce 4.5, 29′ st Di Molfetta sv); Calapai 5.5, Welbeck 5 (29′ st Dall’Oglio sv), Lodi 5, Llama 5 (1′ st Rizzo 6.5), Pinto 5; Mazzarani 6.5 (41′ st Curiale sv), Di Piazza 5. In panchina: Martinez, Curiale, Biondi, Di Molfetta. Allenatore: Camplone 5
Arbitro: Cudini di Fermo 6.
Reti: 16′ pt Carriero, 19′ Mazzarani, 9′ st Rizzo, 12′ st Piccinni, 26′ st Fella, 44′ st Donnarumma.
Note: pomeriggio sereno, terreno in buone condizioni. Spettatori 1.865 di cui 1.110 abbonati e 62 provenienti da Catania. Ammoniti: Giorno, Carriero, Llama, Welbeck, Esposito, Mbende. Angoli: 5-3. Recupero: 2′, 5′.

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