Il Catania si è riStretto

Il Catania si è riStretto

a.cig.) Due identità, una certezza: il Catania così non va da nessuna parte. Tanto efficace in casa (3 vittorie su 3), quanto tremebondo in trasferta (3 sconfitte di fila dopo il blitz d’esordio ad Avellino). Un profilo psicologico letteralmente borderline, da disturbo patologico della personalità.

Nel giro di tre giorni si passa dal convincente 4-0 con la Cavese all’ennesimo stop esterno. Ancora una volta i rossazzurri si smarriscono lontano dal Massimino, ancora una volta denunciano chiari limiti d’organico, segnatamente per quel che riguarda i centrali difensivi, ancora una volta subiscono l’aggressività iniziale dell’avversario non riuscendo a raddrizzare la partita pur avendone tutto il tempo.

La sconfitta matura all’alba della contesa. Nei primi 120 secondi e nella manciata di minuti che precede il calcio d’inizio. Sì, perché è proprio in quei momenti, durante il riscaldamento, che Silvestri, inserito tra i titolari nella distinta ufficiale, deve dare forfeit a causa del riacutizzarsi dei postumi dell’infortunio all’anca rimediato a Monopoli.

Il Catania perde così, ancor prima di scendere in campo, il primo punto fermo del pacchetto arretrato, l’unico centrale al momento affidabile, rimpiazzandolo con Esposito, che sarà il peggiore in campo. Non la migliore delle premesse, soprattutto se ci si trova ad affrontare una delle avversarie più quotate, forte della miglior difesa e del secondo attacco del campionato.

Se poi il tuo avversario riesce a farti gol dopo neppure due minuti, ecco diventare tutto ancora più complicato. Sarà un caso o forse no, ma la prima sgommata della Reggina mette subito in crisi la retroguardia di Camplone: Bianchi e Garufo, ex di turno che uscirà pochi istanti più tardi per infortunio, prendono d’infilata l’intera linea difensiva ospite, da Pinto a Calapai passando per i due centrali in vistoso ritardo, sino a trovare il servizio vincente per Corazza.

Doccia fredda e Catania già in apnea, anche perché gli amaranto, ben guidati da Toscano, premono sull’acceleratore, seguendo uno spartito già applicato con successo da Potenza e Monopoli. L’arbitro Meraviglia dà una mano ai rossazzurri annullando erroneamente il 2-0 per fuorigioco dopo un pasticcio tra Furlan ed Esposito: il numero uno esce su un fallo laterale a gittata lunga scontrandosi con il centrale e lasciando la porta sguarnita a beneficio di Bianchi, il cui assist per Corazza viene trasformato in gol, non convalidato per offside dell’attaccante, che sembra avere solo Mbende tra lui e la porta (gli avversari devono essere due affinché la rete sia regolare e il portiere è davanti) ma in realtà si trova in posizione arretrata anche rispetto a Esposito, rimasto a terra all’altezza del vertice dell’area piccola.

Buon per gli etnei, che nel quarto d’ora finale del primo tempo, quando i padroni di casa abbassano un po’ i ritmi, provano a combinare qualcosa rendendosi pericolosi con Mazzarani, lesto a calciare di prima intenzione un pallone prolungatogli di testa da Di Piazza: tiro non male ma centrale, sul quale Guarna riesce ad arrivare alzando la sfera oltre la traversa (foto Galtieri, sotto).

Episodio isolato in un primo tempo di sofferenze. Sotto gli occhi del patron Pulvirenti, tornato per l’occasione a seguire i suoi dal vivo, Camplone tenta di modificare qualcosa nell’intervallo inserendo Biondi per Pinto, ancora in netto affanno a sinistra, e Curiale per l’isolato Di Piazza: il primo cambio è producente perché il ragazzo catanese, dinamico e propositivo, fa sicuramente meglio del compagno, il secondo no.

E’ proprio Curiale a trovarsi sui piedi il pallone buono per pareggiare in avvio di ripresa, quando un traversone di Mazzarani scavalca Blondett e atterra sui piedi della punta, che però in piena area prima litiga col pallone e poi calcia a lato dal dischetto del rigore (foto Galtieri, sotto).

Sessanta secondi più tardi, Welbeck, l’unico a salvarsi a centrocampo, ci prova con un destro dal limite che Guarna contiene in due tempi. Ma è poco, troppo poco contro la migliore difesa del torneo. Pur non potendo sostenere i ritmi assai elevati della prima mezz’ora, la Reggina continua a rendersi pericolosa a più riprese ed è Furlan – bravo nel dire no a Bellomo, al nuovo entrato Rivas e a Corazza – a tenere a galla i suoi, che sbandano in difesa, dove i centrali (Esposito in particolare) arrancano, e propongono poco in avanti.

La prova di Lodi, protagonista assoluto con la Cavese e anonimo al Granillo, è l’emblema di questa squadra dai due volti. Camplone rileva lo spento Rizzo con Llama e poi Di Molfetta con Distefano, ma i suoi non vanno oltre uno spunto di Llama, ben servito da Biondi, sul quale la difesa amaranto è attenta. L’ultima parata è ancora di Furlan, reattivo su Rivas.

Il Catania torna a casa con la terza sconfitta esterna di fila al passivo e tanti pensieri foschi. Il deficit caratteriale non è stato colmato, ma non si tratta solo di quello. Questa squadra continua a soffrire quando viene aggredita e quando c’è da rincorrere l’avversario, tema che in trasferta è ovviamente più ricorrente di quanto non lo sia in casa. Le lacune di organico, poi, restano aspetto di assoluta attualità, quella al centro della difesa più di ogni altra: Mbende, Saporetti ed Esposito hanno denunciato limiti evidenti e quando manca pure Silvestri sono guai seri. E domenica prossima si va in casa della Ternana capolista.

REGGINA-CATANIA 1-0
Reggina (3-4-1-2): Guarna 6.5; Loiacono 6.5, Blondett 6, Rossi 6.5; Garufo sv (6′ pt Rolando 6.5), Bianchi 6.5 (22′ st De Francesco 6), De Rose 7, Bresciani 6.5 (32′ st Gasparetto sv); Bellomo 6 (32′ st Denis sv); Reginaldo 5.5 (1′ st Rivas 6.5), Corazza 7. In panchina: Lofaro, Farroni, Marchi, Salandria, Sounas, Paolucci, Rubin. Allenatore: Toscano 7
Catania (4-3-3): Furlan 6.5; Calapai 5.5, Mbende 5, Esposito 4.5, Pinto 4.5 (1′ st Biondi 6); Rizzo 5 (20′ st Llama 5.5), Lodi 5, Welbeck 6 (39′ st Dall’Oglio sv); Mazzarani 6, Di Piazza 5 (1′ st Curiale 4.5), Di Molfetta 5 (23′ st Distefano 5). In panchina: Martinez, Della Valle, Noce, Catania, Silvestri, Rossetti. Allenatore: Camplone 5
Arbitro: Meraviglia di Pistoia 5
Rete: 2′ pt Corazza.
Note: spettatori 12.147 (di cui abbonati 5.001) per un incasso totale di 130.740,13 euro. Ammoniti: Loiacono, Pinto, Rivas, Di Molfetta, De Rose, Biondi, Toscano (allenatore Reggina), Bellomo, Mbende, De Francesco. Angoli: 7-2. Recupero 2′, 5′.

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