Il Catania viaggia a vuoto

Il Catania viaggia a vuoto

a.cig.) Impantanato. Non causa meteo avverso, ma per carenze strutturali che tornano a palesarsi con spietata regolarità. Il Catania si presenta a Pagani un mese dopo il rinvio della partita non disputata a inizio novembre per impraticabilità di campo e stavolta affonda nei propri difetti congeniti, figli di un progetto tecnico mal concepito.

Le tre vittorie consecutive tra Coppa Italia e campionato non avevano ingannato neppure i più ottimisti. Il Catania attuale è questo. Una squadra fragile e con gravi lacune, che può perdersi e perdere in qualunque momento. Come accade a Pagani contro un avversario limitato come limitato è il gruppo etneo, i cui problemi sono eloquentemente testimoniati dal -9 che lo separa dal quinto posto e dal plotoncino delle migliori.

Il turnover a cui ricorre Lucarelli, chiamato a gestire un ciclo di ben dieci incontri in poco più di un mese, evidenzia in modo inesorabile come la coperta sia cortissima. Da inizio stagione, l’allenatore di turno, prima Camplone e poi il suo successore, fatica maledettamente a trovare alchimie funzionanti. Quando gli equilibri sono così precari è sufficiente pochissimo per farli saltare. Basta ruotare gli effettivi a disposizione o trovare un avversario un po’ (ma giusto un po’) più quadrato degli ultimi due ed ecco le porte del tunnel spalancarsi di nuovo.

La settima sconfitta esterna stagionale matura al termine di 90′ pieni di errori e scarsa lucidità. Lucarelli, dati gli impegni ravvicinati, è per certi versi obbligato a rinfrescare l’undici di partenza, ma le sue scelte non sono producenti. Il tecnico livornese cerca di dare continuità al progetto tattico insistendo sullo stesso modulo, pur cambiando in buona parte gli interpreti. Sei undicesimi della formazione iniziale sono differenti rispetto al match casalingo col Rende: Marchese trova posto in difesa, Bucolo e Dall’Oglio in mediana, Barisic e Catania sulla trequarti e Curiale in avanti.

Il 4-2-3-1 (o 4-4-1-1 che dir si voglia) però non ingrana, complici troppi elementi fuori fase, e quando la Paganese passa in vantaggio si intuisce come la sfida abbia assunto presto un’inerzia difficile da modificare. Il penalty trasformato dal 40enne Scarpa nasce dalla svagatezza difensiva dei rossazzurri, che si fanno attrarre dalla palla su un’azione avviata dalla destra e si perdono l’inserimento dello stesso Scarpa, sul quale arriva la chiusura in ritardo di Marchese, sanzionata col rigore dall’arbitro Tremolada (sotto, foto Galtieri).

La reazione del Catania è confusa e insufficiente. Per l’intero primo tempo l’unico vero intervento del portiere di casa Baiocco giunge su un sinistro al volo di Marchese contenuto con qualche difficoltà dall’estremo difensore. Nel frattempo, però, la Paganese ha fatto il bis sfruttando un altro ormai proverbiale punto debole degli etnei: le palle inattive. Non inedita, purtroppo, la passività in area sulla punizione di Capece sulla quale Caccetta fa da torre e Stendardo batte Furlan con una potente inzuccata.

In apertura di ripresa una punizione da posizione defilata di Dall’Oglio (sopra, foto Galtieri), insaccatasi con la complicità di Baiocco, sembra restituire qualche speranza ai rossazzurri, ma dieci minuti dopo a raffreddare gli animi arriva l’ennesimo gol incassato sugli sviluppi di un calcio piazzato: tocca a Guadagni azzeccare il destro al volo dal limite (con Furlan immobile) sulla respinta corta e centrale di Marchese su punizione a lunga gittata di Capece (sotto, foto Galtieri).

Lucarelli prova a mischiare le carte, inserisce il redivivo Lodi, Di Piazza e Di Molfetta in un sol colpo, quindi Mazzarani e infine persino Sarno (out da oltre tre mesi) provando pure il 4-2-4 e la difesa a tre. Invano. L’unica opportunità nitida capita a Curiale, che cincischia troppo in area su imbeccata di Barisic e si fa chiudere in uscita bassa da Baiocco (sotto, foto Galtieri) sprecando così la palla del 3-2 e l’ulteriore opportunità concessagli dall’allenatore.


PAGANESE-CATANIA 3-1

Paganese (3-5-2): Baiocco 5.5, Schiavino 6 (43′ st Sbampato sv), Stendardo 7, Panariello 6, Mattia 6, Caccetta 6 (43′ st Bramati sv), Capece 6.5, Scarpa 6.5 (20′ st Calil 5.5), Perri 6.5, Guadagni 7 (43′ st Lidin sv), Alberti 5.5 (20′ st Bonavolontà 6). In panchina: Scevola, Dramè, Gaeta, Diop, Carotenuto, Acampora, Musso. Allenatore: Erra 6.5
Catania (4-2-3-1): Furlan 5, Calapai 5 (28′ st Mazzarani 5), Silvestri 5, Esposito 5, Marchese 4.5, Bucolo 5 (39′ st Sarno sv), Dall’Oglio 5.5 (16′ st Lodi 5), Barisic 5, Catania 4.5 (16′ st Di Piazza 5), Biondi 5.5 (16′ st Di Molfetta 5), Curiale 4.5. In panchina Martinez, Rizzo, Pinto, Noce, Biagianti. Allenatore: Lucarelli 5
Arbitro: Tremolada di Monza 5.5
Reti: 13′ pt Scarpa (rig), 35′ pt Stendardo, 5′ st Dall’Oglio, 14′ st Guadagni.
Note: spettatori 500 circa. Ammoniti Schiavino, Dall’Oglio, Silvestri, Mazzarani. Angoli 6-1 per il Catania. Recupero: 1′; 5′.

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