Rigore di Potenza: il Catania fa 1-1

Rigore di Potenza: il Catania fa 1-1

a.cig.) Ogni situazione ha i suoi pregi. Il Massimino vuoto fa letteralmente impressione, ma regala chicche che altrimenti non verrebbero fuori.

Gli applausi più convinti dell’intero pomeriggio arrivano a una manciata di minuti dalla fine. E non riguardano un gesto tecnico o un gol.

Siamo al 40′ della ripresa quando Cristiano Lucarelli, non esattamente uno che le manda a dire, sbotta di fronte all’ennesima protesta dell’irrequieto Caiata, presidente del Potenza che ama seguire le partite a bordo campo: “Fai il presidente da due minuti e…”. Il resto viene coperto dall’ovazione della tribuna A, che si accoda al tecnico livornese approvandone sonoramente la sortita verbale.

In tempi di magra, bisogna accontentarsi di fuori programma come questi. Siparietti che alleggeriscono il clima in un contesto depresso come quello imposto da un impianto deserto, nel quale l’assenza del grande pubblico consente di sentire gli urlacci dei giocatori e persino certe schermaglie a distanza tra le panchine. La fotografia del momento critico vissuto dal club e della distanza abissale che oggi separa la dirigenza attuale dal tifo organizzato (e non solo) è tutta qui.

Il resto dello spartito è quello previsto. L’uno a uno interno con il Potenza – il terzo pari di fila per gli etnei – è complicato quanto il momento che attraversa il Catania. Che fa quel che può, tra incognite societarie incombenti, indisponibilità contingenti e variabili di mercato a sparigliare ulteriormente le carte.

Lucarelli propone il 4-2-3-1 annunciato con Curiale al posto del possibile partente Di Piazza opponendolo al 3-4-3 di Raffaele, che non rinuncia al tridente e, come suo costume, prova a giocarsela.

Il Catania si fa vivo per primo con un’azione che coinvolge l’intera trequarti: apertura di Biondi per Barisic e cross per Di Molfetta, la cui conclusione finisce di poco a lato con la complicità del tocco di Ioime.

Il match, però, si mette presto in salita, quando, pochi istanti più tardi, Calapai si addormenta in area controllando male un traversone e finendo, di fatto, col servire un assist d’oro a Ferri Marini, che ringrazia e fa centro da pochi passi (sotto, foto Galtieri).


Mentre l’effetto desolante dello stadio vuoto viene accentuato dal congedo anticipato dei tifosi ospiti, che vanno via alla mezz’ora dopo aver appreso dell’assurda morte di un supporter del Vultur Rionero (club di Eccellenza lucana col quale esiste un gemellaggio) perché investito da un’auto su cui viaggiavano alcuni sostenitori del Melfi, il Catania, pur con i noti limiti di qualità, prova a reagire.

I padroni di casa vanno vicini al pari con Barisic, che gira oltre la traversa un cross basso di Pinto, ma rischiano anche di incassare il bis quando Viteritti, ben liberato da un movimento di Murano che disorienta la difesa, non inquadra la porta a tu per tu con Furlan.

Il pari arriva 120 secondi più tardi grazie a Biondi, uno dei più positivi, che accelera e nel tentativo di andare via a Giosa trova un tocco di mano che vale il rigore, trasformato da Curiale con una botta centrale.

Aggancio meritato, che rischia di essere vanificato in apertura di ripresa da un’incomprensione in area tra Esposito e Biagianti che consente a Coccia di tirare da distanza ravvicinata: Furlan c’è.

La partita è frammentata e arbitrata in modo approssimativo dall’incerto D’Ascanio, che distribuisce cartellini con criterio opinabile. Il Catania tiene dietro, dove Silvestri è prezioso nei momenti di maggiore pressione potentina, e ha in Biondi e Di Molfetta i più applicati sulla trequarti.

Le sostituzioni, spesso dettate dalla pioggia di ammonizioni, non modificano il copione. Lucarelli insiste sul 4-2-3-1 buttando nella mischia, con alterne fortune, lungodegenti e nuovi acquisti: lo sfortunato Saporetti, vistosi l’ultima volta negli ultimi 4′ contro il Bisceglie a fine ottobre, s’infortuna presto a una caviglia ricadendo male dopo uno stacco aereo e restando così in campo meno di venti minuti; Curcio, pur non nella condizione migliore, debutta lavorando qualche pallone interessante sulla trequarti; Vicente, altro esordiente, fatica in mediana confermandosi a corto di preparazione; Sarno fa meglio di domenica scorsa reclamando pure un rigore al termine di una pregevole serpentina in area a due minuti dallo scadere; Mbende, che rimpiazza Saporetti, si fa valere nel concitato finale.

I rossazzurri ci provano con Sarno (Ioime para sul destro tentato quasi dalla linea di fondo) e Curcio (colpo di testa alto in tuffo su cross di Di Molfetta, foto Galtieri sotto) e chiudono con Biondi ed Esposito terzini senza comunque concedere altro al Potenza sino al triplice fischio che archivia 90′ faticosi su un campo malmesso. E mercoledì si gioca di nuovo contro l’Avellino.


CATANIA-POTENZA 1-1

Catania (4-2-3-1): Furlan 6.5; Calapai 4.5 (12′ st Curcio 6), Silvestri 6.5, Esposito 6, Pinto 5.5 (12′ st Saporetti 6, 31′ st Mbende 6); Rizzo 6 (20′ st Vicente 5), Biagianti 6; Barisic 5.5 (20′ st Sarno 6), Di Molfetta 6, Biondi 6.5; Curiale 6. In panchina: Martinez, Di Grazia, Frisenna, Mazzarani, Manneh, Di Piazza. Allenatore: Lucarelli 6.
Potenza (3-4-3): Ioime 6; Sales 6, Giosa 5.5, Silvestri 6; Viteritti 5.5 (26′ st D’Angelo 6), Coppola 5.5 (34′ st Iuliano sv), Dettori 6, Coccia 6; Isgrò 6 (44′ st Di Somma sv), Murano 5.5 (44′ st França sv), Ferri Marini 6.5 (26′ st Longo 6). In panchina: Breza, Brescia, Panico , Volpe, Gassama, Souare. Allenatore: Raffaele 6.
Arbitro: D’Ascanio di Ancona 5.
Reti: 15′ pt Ferri Marini, 33′ pt Curiale (rig).
Note: ammoniti Coppola, Pinto, Calapai, Barisic, Rizzo, Biagianti, Murano, Giosa, Esposito. Angoli: 7-1. Recupero: 2′, 5′.

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