Catania, il veleno nella coda

Catania, il veleno nella coda

a.cig.) Stesso minuto, parti invertite. Come mercoledì contro l’Avellino, le sorti del Catania si decidono al 38′ della ripresa. Solo che stavolta la ruota gira nel senso inverso.

Se nel recupero infrasettimanale gli etnei avevano beneficiato di un rigore poi trasformato da Sarno, a Viterbo l’episodio determinante matura (tra le proteste) nell’altra metà campo.

Su un contestato fallo laterale dalla trequarti, al nuovo entrato Culina viene concessa la possibilità di sgusciare in mezzo a quattro uomini con la complicità di un rimpallo fortunato: il cross dalla linea di fondo trova Molinaro dimenticato in piena area dalla difesa e l’inzuccata vincente taglia fuori Furlan. E’ il gol che risolve la sfida propiziando pure il bis in contropiede nel finale, proprio come accaduto a Sarno contro gli irpini.

La specularità delle situazioni, pur in partite con sfaccettature diverse, restituisce la misura della stagione del Catania. Che se la gioca adeguandosi (come accaduto nelle uscite recenti) ai canoni della categoria fatti di corsa e agonismo, ma che non possiede un tasso qualitativo sufficiente né le opportune opzioni in organico – soprattutto nella contingenza di un momento particolarmente complesso tra mercato, indisponibilità di varia natura e un minimo di turnover in vista della Coppa Italia – per volare più alto dell’episodio avverso sempre in agguato.

Arriva così l’ottava sconfitta in campionato, epilogo di 90′ ormai indirizzati verso un pari senza reti che avrebbe rispecchiato meglio quel che si è visto in campo. Sì perché le chiare occasioni da gol sono piuttosto rare e non è che la Viterbese faccia meglio di chi ha di fronte.

Lucarelli deve ovviare alla carenza di centrali difensivi e all’assenza di centravanti di ruolo dopo l’infortunio di Curiale rispolverando il 3-5-2 con Biagianti arretrato in difesa, Marchese rilanciato dal 1′, Vicente al debutto da titolare e Barisic-Sarno coppia d’attacco.

Il Catania si dispone quindi a specchio rispetto ai gialloblu, che ritrovano Markic in difesa, e l’effetto sembra essere quello di un reciproco annullamento. Il reparto arretrato rattoppato e il basso peso specifico in avanti suggeriscono agli etnei un avvio prudente, che produce rischi contenuti.

La Viterbese sino all’intervallo non va oltre un colpo di testa di Tounkara, un destro da posizione defilata di Errico e un tentativo in acrobazia di Besea: nelle prime due circostanze Furlan se la cava senza troppi problemi, la terza sortita non inquadra la porta. La situazione potenzialmente più insidiosa in realtà è un’altra e nasce da un inserimento in area di Bensaja, stoppato provvidenzialmente da Mbende.

I rossazzurri, pericolosi nella prima frazione con un botta mancina di Pinto che finisce alta e un destro dal limite di Vicente che Pini alza oltre la traversa (sotto, foto Galtieri), crescono in apertura di ripresa. Barisic chiama Pini all’intervento, poi è Marchese a calciare fuori bersaglio col suo mancino sugli sviluppi di un piazzato.

Lucarelli, che dopo il riposo ha già rilevato l’ammonito Biondi con il nuovo acquisto Salandria, avvicenda Sarno con Curcio e Vicente con Rizzo senza alterare gli equilibri. La Viterbese, perso Tounkara per infortunio, non punge e si vede in avanti solo con una botta alta di Sibilia dal limite.

Poi arriva l’episodio che cambia il match, con annesse dormita difensiva (Molinaro è solo) e vibranti proteste per un tocco di braccio di Culina e la successiva assegnazione del fallo laterale da cui scaturisce la marcatura. L’espulsione dalla panchina di Calapai, reo di aver dato un calcio a una bottiglietta, l’estemporaneo attacco a quattro con Mbende in avanti per sfruttare la sua stazza fisica e il raddoppio ospite in contropiede con Bensaia su cross di Culina (ma l’errore è non aver fermato la ripartenza Simonelli) completano il quadro e fissano il punteggio sul 2-0.

Viterbo va in archivio e non senza aver causato danni ulteriori. Sanzioni in arrivo anche per Rizzo, che secondo l’arbitro a fine gara avrebbe lanciato il pallone con l’intenzione di colpirlo. L’emergenza continua.

VITERBESE-CATANIA 2-0
Viterbese (3-5-2): Pini 6.5; De Giorgi 6, Markic 6, Baschirotto 6; Bianchi 5.5 (18′ st Urso 6) Bensaja 6.5, Besea 6 (6′ st Sibilia 6.5); Bezziccheri 5.5 (4′ st Molinaro 6.5), Errico 6.5; Bunino 5.5 (17′ st Simonelli 6.5), Tounkara 6 (31′ st Culina 6.5). In panchina Maraolo, Vitali, De Santis, Zanoli, Ricci, Antezza. Allenatore: Calabro 6.
Catania (3-5-2): Furlan 5.5; Mbende 6, Biagianti 5.5, Marchese 5.5; Calapai 6 (40′ st Manneh sv), Biondi 6 (5′ st Salandria 5.5), Vicente 6 (31′ st Rizzo sv), Mazzarani 5.5, Pinto 6; Sarno 5.5 (14′ st Curcio 5.5), Barisic 5.5. In panchina: Martinez, Pino, Di Molfetta, Distefano. Allenatore: Lucarelli 6.
Arbitro: Meraviglia di Pistoia 5.5
Reti: 37′ st Molinaro, 43′ st Bensaja.
Note: spettatori 1.200 circa. Espulso: al 41′ st Calapai dalla panchina. Ammoniti: Biondi, Curcio, Besea. Angoli: 3-2. Recupero: 1′, 4′.

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