Catania, il digiuno è di rigore

Catania, il digiuno è di rigore

a.cig.) Dedicato a Larry Tesler. Chi è? L’inventore del copia e incolla, scomparso in settimana. Catania-Ternana non è l’esatta replica di Catania-Reggina, ma poco ci manca.

Stesso tipo di prestazione dei rossazzurri, stesso avversario di prima fascia, stesso canovaccio. E stesso risultato.

Quale? Zero a zero, ovviamente. Il terzo di fila per la banda di Lucarelli. Epilogo quasi inevitabile in un match tra due squadre in chiara difficoltà sul piano realizzativo.

Se i rossoverdi non segnano da ben sei incontri, gli etnei raggiungono il poco esaltante traguardo di sette partite senza neppure un gol su azione e con appena una rete su rigore all’attivo. Statistica, quest’ultima, che il Catania avrebbe potuto migliorare grazie un altro penalty, accordato alla mezz’ora per una chiusura di Parodi su Pinto dopo un pregevole uno-due in area con Biondi.

Mazzarani, lo stesso che a Castellammare di Stabia contro la Cavese aveva fatto centro dal dischetto, si fa però ipnotizzare dal reattivo Iannarilli vanificando così l’opportunità di dare una piega diversa al match e portando il digiuno complessivo a 406 minuti, che diventano addirittura 630 se si considerano le marcature non da piazzato. Qualcosa come dieci ore e mezza.

Cifre eloquenti, che confermano i vistosi affanni offensivi degli etnei. I limiti di organico, se rapportati ai rivali odierni, sono impietosi: se Lucarelli ha il solo Beleck, che non ha neppure i movimenti da prima punta, schierabile come centravanti il suo collega Gallo può proporre due versioni del trio offensivo parimenti competitive, tanto da cominciare la contesa con Furlan-Partipilo-Ferrante e chiuderla con Marilungo-Torromino-Vantaggiato.

Il tecnico livornese prova a inventarsi qualcosa utilizzando Biondi, il più elettrico sulla trequarti, in asse con Beleck e allargando Mazzarani, ancora opaco e rilevato nella ripresa da Curcio.

Le palle gol arrivano però col contagocce. Beleck cerca di rendersi utile col gioco di sponda, ma attacca poco la porta, non salta l’uomo e non tira mai, fagocitato dalla marcatura dell’ottimo Bergamelli, ex di turno (notevole la chiusura su un filtrante per il camerunense a una decina di minuti dallo scadere).

Gli altri tre tentativi degni di nota arrivano da altrettante conclusioni dalla distanza di Pinto (destro a giro largo di poco), Di Molfetta (rasoterra dal limite deviato in angolo da Iannarilli) e Calapai (botta destro poco oltre la traversa).

Il fatto che solo il tentativo di Calapai giunga nella ripresa racconta di un incontro assai simile a quello con la Reggina anche nella sua evoluzione, nel bene e nel male.

Il lato positivo del bis offerto al Massimino a sette giorni di distanza dal duello con la capolista è la conferma delle certezze difensive acquisite dai padroni di casa. E anche qui i numeri sono indicativi: quarta uscita di fila senza subire gol e porta inviolata per la considerevole cifra di 384 minuti.

Gli ospiti vantano un potenziale offensivo notevole ma sbattono puntualmente contro la difesa dei rossazzurri, tra i quali spiccano Silvestri e Pinto. Furlan, pure stavolta, deve lavorare poco, opponendosi a una girata di Partipilo in avvio di gara, a un sinistro dal limite di Palumbo poco più tardi della mezz’ora e a una conclusione da fuori di Celli nel secondo tempo.

L’altra opportunità per fare male, in realtà la migliore, la Ternana la costruisce in chiusura di prima frazione: Paghera s’inserisce bene in area, ma da posizione favorevole spedisce alle stelle il pallone recapitatogli da Palumbo.

Finisce 0-0 e davvero non si vede come sarebbe potuta andare diversamente.

CATANIA-TERNANA 0-0
Catania (4-2-3-1): J. Furlan 6; Calapai 6.5, Mbende 6.5, Silvestri 7, Pinto 7; Salandria 6 (34′ st Biagianti sv), Vicente 6 (16′ st Welbeck 6); Di Molfetta 6 (16′ st Capanni 6), Biondi 6.5 (34′ st Manneh sv), Mazzarani 5 (10′ st Curcio 6); Beleck 5.5. In panchina Martinez, Esposito, Marchese, Di Grazia, Dall’Oglio, Barisic, Rossitto. Allenatore: Lucarelli 6
Ternana (4-3-2-1): Iannarilli 7; Parodi 6, Russo 6, Bergamelli 7, Celli 6.5 (28′ st Verna sv); Paghera 6, Proietti 6 (28′ st Torromino sv), Palumbo 6.5; F. Furlan 5.5 (28′ st Marilungo sv), Partipilo 5.5 (28′ st Sini sv); Ferrante 5.5 (40′ st Vantaggiato sv). In panchina: Tozzo, Diakité, Mucciante, Mammarella, Damian. Allenatore: Gallo 6
Arbitro: Vigile di Cosenza 5.5
Note: spettatori 4.516 (biglietti venduti 1.245), incasso 8.018 euro. Ammoniti: Vicente, Di Molfetta, Welbeck, Marilungo. Angoli: 10-4. Recupero: 1′; 3′.

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