Palermo, gelo Di Piazza-Mirri

Palermo, gelo Di Piazza-Mirri

PALERMO – A meno di un anno dalla sua costituzione il sodalizio a capo della SSD Palermo inizia a scricchiolare. Il rapporto tra l’imprenditore palermitano Dario Mirri (proprietario del 50% del club tramite la Damir e del 10% a titolo personale) e l’italoamericano Tony Di Piazza (che possiede i 40%) non è più dei migliori.

Di Piazza, che lo scorso 26 maggio si è dimesso da vicepresidente annunciando di voler vendere le proprie quote, sostiene che non gli stato permesso di svolgere il suo lavoro e di far parte dei processi decisionali del club. I rosanero attendono a giorni l’ufficialità della promozione in Serie C ma tra i due soci continua a esserci più di una tensione, in un momento in cui è necessario gettare le basi per il prossimo campionato.

L’ultimo faccia a faccia in ordine di tempo è stato quello di due giorni fa nel corso del consiglio di amministrazione di Hera Hora (società che controlla l’Ssd Palermo al 99%), durante il quale l’imprenditore italoamericano ha fatto alcune proposte, tra cui quella di versare l’intera quota del capitale sociale pattuito questa estate di 15 milioni di euro.

“Con grande sorpresa ho constatato – scrive Di Piazza su Facebook – che gli altri consiglieri Dario e Daniele Mirri, a maggioranza, hanno bocciato la mia proposta di versare immediatamente, entro 72 ore, ognuno per la sua quota, l’intero capitale sociale sottoscritto in Hera Hora per 15.000.000 così da dotare a sua volta la Ssd Palermo di tutte le somme necessarie per coprire il budget approvato lo scorso martedì e sostenere ulteriori investimenti finalizzati a fare del Palermo una squadra sempre più forte e solida, così come merita la sua tifoseria”.

La delibera del cda ha quindi portato sì all’aumento di capitale ma di poco più di 3 milioni: “Dopo ampia discussione è stato approvato solo il versamento di circa tre milioni a completamento del capitale sociale dell’Ssd Palermo, da versarsi a richiesta dell’amministratore delegato, contro la mia proposta, bocciata, di versare immediatamente la somma di oltre 11 milioni di euro. Specifico che non condivido la bocciatura della mia proposta che avrebbe consentito alla società di essere più solida eliminando sul nascere ogni polemica e ancor più i dubbi insinuati, in questi ultimi giorni, sulla capacità economica dei soci”.

Uno sfogo che va ad aggiungersi a quello di qualche giorno fa fatto dallo stesso Di Piazza. La famiglia Mirri, dal canto suo, prosegue la linea low profile, evitando di proseguire questi battibecchi che partono tra l’altro tramite i social.

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