Cuore Catania: è remuntada

Cuore Catania: è remuntada

a.cig.) Adesso, con quel gol di “Diego Armando” Pinto ancora negli occhi, sembra essere stato tutto semplice. L’incredibile prodezza del laterale mancino – 50 metri palla al piede, slalom a seminare avversari come birilli e botta vincente (di destro…) – mette il timbro su una qualificazione che in realtà è stata maledettamente complicata.

Complicata come il momento societario, come la matassa da sbrogliare fuori dal campo. Se il futuro del club genera legittime apprensioni che richiedono risposte forti e immediate, il presente regala uno sprazzo di gioia che, tra lockdown e problemi di ogni sorta, mancava da troppo tempo.

E bisogna davvero dire grazie a Cristiano Lucarelli e a chi – tra stipendi arretrati, prolungamenti contrattuali a titolo gratuito, riserve sciolte a poche ore dal calcio d’inizio (il via libera dai giocatori è arrivato solo alle 16) e trattative per il club con bandi ancora da esitare  – ha deciso di andare in campo stasera onorando i colori sino in fondo, senza garanzie né certezze ma offrendo una prova di assoluta generosità, coronata da una remuntada che vale la qualificazione al secondo turno (in programma domenica: in trasferta con la Ternana se gli umbri domani batteranno l’Avellino, in caso contrario al Massimino contro il Catanzaro).

L’annunciato 4-2-3-1 di Lucarelli è in versione forzatamente inedita. Non ci sono Esposito, Marchese e Rizzo, i tre elementi in scadenza che non hanno firmato l’estensione del contratto, ma l’unico vero titolare assente è Di Molfetta, mai rientrato in sede dopo la messa in mora.

Al suo posto tocca a Capanni, lui sì fresco di accordo per il prolungamento del prestito, completare la trequarti con Biondi dirottato a sinistra e Curcio alle spalle del centravanti Curiale. In porta Martinez viene preferito a Furlan, il resto è secondo abitudine.

Contro il 3-5-2 del Francavilla, nel quale a sinistra si muove l’ex di turno Nunzella, gli etnei provano a partire con decisione cercando due volte la porta avversaria nei primi 7’ con Curcio e Curiale, ma sono punture che non fanno male.

Molto più duri i cazzotti ospiti. L’uno-due che sposta gli equilibri arriva in meno di dieci minuti e a firmarlo è il temuto duo offensivo Perez-Vazquez: il primo gira in porta con la complicità decisiva di Calapai un pallone servitogli da Vazquez al termine di una ficcante ripartenza, il secondo vince il duello aereo con Curiale su corner di Mastropietro timbrando il raddoppio.

Il 2-0 cambia tutto, privando il Catania del vantaggio di disporre di due risultati su tre e costringendolo a interpretare un altro tipo di partita. Il guizzo da bomber di Biondi, rapace nel contendere il pallone a Poluzzi sugli sviluppi di un angolo girando in porta da terra (foto Galtieri, sotto), rimette in gioco i padroni di casa, che riescono a scrostare la ruggine iniziale, in qualche modo inevitabile data la condizione fisica non ottimale.

L’infinito primo tempo (56 minuti), tra cooling break, black out (9 minuti al buio per un calo di tensione) e proteste da entrambe le parti per rigori reclamati e non concessi (Curiale su Vazquez prima, tocco di braccio di Di Cosmo in scivolata), lascia spazio a una ripresa nella quale gli etnei guadagnano metri e convinzione alzando subito la pressione grazie soprattutto alla buona vena dei trequartisti: Capanni, Curcio e Biondi sono i migliori per qualità e quantità.

Curiale – che già al quarto d’ora dopo la prima rete avversaria aveva mancato una deviazione ravvicinata su cross di Calapai – butta via il pari aprendo troppo il destro dopo la respinta corta di Poluzzi su tiro di Curcio, ma a mettere a posto le cose è un rigore decretato dal mediocre Marchetti per un presunto tocco di braccio di Caporale e trasformato con la consueta freddezza da Curcio (foto Galtieri, sotto).

Il Francavilla accusa palesemente il colpo, il Catania potrebbe chiuderla, ma Curcio (tiro d’un soffio fuori su schema da piazzato) e Biondi (accelerazione personale e conclusione a lato per un nulla) non sono fortunati.

A dare una mano alla banda di Lucarelli ci pensa Vazquez, già ammonito e sanzionato col secondo giallo per una simulazione.

La chicca finale la mette Giovanni Pinto in versione Maradona con una progressione in pieno recupero che fa sgranare gli occhi perfezionando nel modo più bello la remuntada rossazzurra.

Il cuore rossazzurro batte ancora forte. Chi di dovere, ciascuno per la propria parte, faccia in modo che sia così anche domani, dopodomani e negli anni a venire.

CATANIA-FRANCAVILLA 3-2
Catania (4-2-3-1): Martinez 6, Calapai 6, Mbende 5, Silvestri 6, Pinto 7, Salandria 6, Vicente 6 (26’ st Welbeck 6), Capanni 7 (26’ st Barisic 5.5), Curcio 7 (40’ st Biagianti sv), Biondi 7 (33′ st Mazzarani sv), Curiale 5 (33′ st Beleck sv). A disposizione 1 Furlan, 2 Noce, 14 Pino, 13 Saporetti, 35 Panebianco, 23 Dall’Oglio, 19 Manneh. All. Lucarelli 8
Francavilla (3-5-2): Poluzzi 5.5, Delvino 5, Marino 5 (24’ st Castorani 6), Caporale 5.5, Di Cosmo 5 (38’ st Setola sv), Risolo 5.5 (17’ st Marozzi 5.5), Zenuni 6, Mastropietro 6 (38’ st Ekuban sv), Nunzella 5 (24’ st Gallo 5.5), Perez 6.5, Vazquez 6.5. A disposizione 22 Costa, 19 Sparandeo, 29 Sarcinella, 3 Pambianchi. All. Trocini 6.
Arbitro: Marchetti di Ostia Lido 4.5
Reti: 11’ pt Calapai (aut),  20’ pt Vazquez, 27’ pt Biondi, 12’ st Curcio (rig), 48’ st Pinto.
Note: osservato un minuto di silenzio in memoria dei morti a causa del coronavirus, squadre con il lutto al braccio. Partita sospesa al 44’ del primo tempo per black out al Massimino: il gioco è ripreso dopo 9 minuti. Espulso Vazquez per doppia ammonizione (2’ st). Ammoniti Pinto per proteste, Mastropietro e Welbeck per gioco scorretto. Recupero 2’ e 5’.

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