Catania, tre pali e una beffa

Catania, tre pali e una beffa

a.cig.) E’ scritto da qualche parte che nel destino del Catania di Cristiano Lucarelli ci sia sempre un palo di troppo. Anche due.

Accadde due anni fa nella semifinale di ritorno dei play off contro il Siena, quando la punizione di Lodi allo scadere dei supplementari e l’ultimo rigore calciato da Mazzarani s’infransero sulla traversa della porta avversaria negando agli etnei il meritato pass per la finale.

Accade oggi nel secondo turno della fase a gironi degli spareggi promozione, con il legno colpito da Biondi nel primo tempo (già preceduto dal palo esterno scheggiato da Calapai con un cross) e soprattutto con quello timbrato da Barisic a 12′ dalla fine con uno scavetto che se ben indirizzato sarebbe valso il raddoppio e la qualificazione, anche in questo caso più che legittima, per la fase nazionale.

Ed è indiscutibilmente vero che la partita più importante il Catania la sta giocando fuori dal campo e che la vera finale stagionale per i colori rossazzurri si disputerà il 23 luglio, giorno in cui si terrà la procedura competitiva in tribunale, per poi proseguire sino all’iscrizione al prossimo campionato, ma tutto questo non mitiga la rabbia per un risultato bugiardo che nega un sacrosanto traguardo a questo encomiabile gruppo, fattosi apprezzare per la generosità e lo spirito esibiti in un periodo più che mai complicato.

Meritava di più questo Catania. Anche al di là delle contingenze, dei travagli, della voglia di ripagare i tifosi per l’affettuosa colletta organizzata con successo in settimana. Meritava di più perché ha giocato meglio di una Ternana sulle gambe, ci ha messo più coraggio, personalità e voglia di prevalere. Ma non è bastato, nonostante la gara avesse preso una piega favorevole.

Le scelte dei tecnici sono rivelatrici del differente approccio al match delle due squadre. Se Lucarelli conferma in blocco il modulo e l’undici proposti nel primo turno, Gallo avvicenda in mezzo Paghera con Palumbo e in avanti Ferrante con Marilungo optando per un 4-3-3 interpretato in chiave conservativa con i due esterni, in particolare Defendi, pronti a ripiegare in mediana.

La Ternana può giocare per due risultati, ma sembra pensare a una sola opzione: gestire il pari. E’ il Catania a fare la partita, perché deve ma anche perché può. I rossazzurri sono più brillanti fisicamente, hanno maggiore verticalità e una buona prevalenza sulle fasce, dove la freschezza dei due esterni, soprattutto l’ottimo Biondi, si fa sentire.

Il fatto che la squadra di Gallo tiri in porta una sola volta nei primi 45′ e lo faccia in contropiede, nato da un corner avversario e vanificato da un tiro sparacchiato in curva da Partipilo, non depone certo a favore degli umbri.

Fanno di più e meglio gli etnei, che chiamano due volte alla parata Iannarilli con tentativi dalla distanza di Curcio e Vicente, vedono l’ex di turno Bergamelli chiudere in extremis su un destro di Calapai che avrebbe potuto essere letale e recriminano contro la mala sorte per il palo colpito da Biondi, lestissimo a sfruttare una dormita in area di Parodi e Verna ma sfortunato nel trovare la base del palo a Iannarilli battuto.

Il talento rossazzurro si rifà con gli interessi allo scadere della prima frazione: punizione dalla trequarti di Pinto, perentorio colpo di testa di Mbende e puntuale tap in di Biondi, al secondo gol in questi play off (foto Galtieri, sotto). E’ il vantaggio etneo. Più che giusto.

Nella ripresa la Ternana non può non venire avanti, ma il Catania tiene botta senza affanni. Curcio e Salandria cercano la porta di Iannarilli senza inquadrarla mentre dall’altra parte Martinez fa da spettatore o quasi.

I rossoverdi si giovano dei cambi grazie all’ingresso di Furlan, decisivo per dare vivacità a una manovra altrimenti monorcorde, e Ferrante, ma rischiano ancora su una botta di Pinto che si perde di poco sul fondo.

Il match point arriva a 12′ dallo scadere, quando Barisic ha la palla buona su imbeccata di Curcio: lo sloveno, però, prima si fa murare da Diakitè e poi, allargatosi, prova un tocco sotto: la sfera batte sul palo e scappa via.

E’ il momento-chiave, quello attorno al quale ruotano i destini della qualificazione, visto che quattro minuti dopo Furlan, il migliore dei suoi, riesce a farsi luce al vertice dell’area e a calibrare un preciso cross sul secondo palo sul quale si avventa in tuffo Ferrante, lesto a sbucare alle spalle di Pinto (foto Galtieri, sotto).

Una mazzata dalla quale gli etnei non riescono a riprendersi: Martinez nega il raddoppio a Furlan; Mbende, improvvisatosi centravanti per disperazione, prova la girata larga in area; la tensione sale e Lucarelli viene espulso per proteste.

La stagione del Catania finisce contro il tabù Ternana (cinque incroci, nessuna vittoria e numerosi rimpianti). Ma questo non può e non deve essere un epilogo. Che sia, invece, un nuovo prologo. Rigorosamente colorato di rosso e azzurro e targato 11700.

TERNANA-CATANIA 1-1
Ternana (4-3-3): Iannarilli 6; Parodi 5, Diakité 6, Bergamelli 6, Mammarella 5.5; Verna 5 (35′ st Vantaggiato sv), Salzano 5.5, Palumbo 5.5 (12′ st Paghera 6); Partipilo 5 (15′ st Ferrante 6.5), Marilungo 5 (35′ st Nesta sv), Defendi 5.5 (15′ st Furlan 7). A disp. Tozzo, Marcone, Russo, Sini, Celli, Damian, Torromino. All. Gallo 5.5
Catania (4-2-3-1): Martinez 6; Calapai 6, Mbende 6, Silvestri 6, Pinto 5.5; Salandria 6.5 (38′ st Mazzarani sv), Vicente 6 (26′ st Welbeck 6); Capanni 6 (15′ st Barisic 5), Curcio 6.5, Biondi 7 (26′ st Biagianti 5.5); Curiale 5.5 (15′ st Manneh 5.5). A disp. Furlan, Noce, Pino, Saporetti, Di Grazia, Dall’Oglio, Beleck. All. Lucarelli 6.5
Arbitro: Marcenaro di Genova 5.5
Reti: 45′ pt Biondi, 37′ st Ferrante.
Note: ammoniti Silvestri, Pinto, Partipilo e il tecnico Gallo. Espulso Lucarelli per proteste. Recupero 1′ e 4′.

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