Catania, falsa partenza

Catania, falsa partenza

a.cig.) D’accordo la fame di calcio giocato dopo la lunga astinenza, ma così è anche troppo. Soprattutto su un campo tanto pesante, a quattro giorni dal debutto in campionato (sciopero permettendo).

Il film dell’esordio ufficiale stagionale del Catania si tramuta in una pellicola infinita – tra il maxi posticipo del fischio d’inizio causa maltempo e gli indesiderati tempi supplementari – e senza lieto fine.

A superare il primo turno di Coppa Italia sono i non disprezzabili dilettanti del Notaresco, che trovano l’inattesa ma legittima rimonta a conclusione di un incontro che sarebbe dovuto cominciare alle 19 e si chiude alle 23.16.

Preceduta da una burrascata sul Massimino che induce l’arbitro Santoro a battere il record mondiale di sopralluoghi (quattro) prima di dare il via libera, la prima uscita del Catania targato Raffaele è la tipica situazione da lavori in corso, tra meccanismi da rodare, condizione da trovare, molteplici assenze e mercato aperto.

Il tecnico degli etnei non può che schierare una formazione inedita e non perché si tratta del debutto, ma perché deve fare a meno di ben sette elementi: Pinto (infortunato), Silvestri (squalificato), Santurro, Claiton, Maldonado, Gatto e Reginaldo (tesseramenti da ratificare).

Ne viene fuori un estemporaneo 3-5-2 con un solo centrale di ruolo, Noce, affiancato da Calapai e Zanchi, un centrocampo con Izco, Rosaia e Welbeck interni e Albertini e Biondi a presidiare le fasce e un duo d’attacco formato da Sarao e Pecorino.

Fraseggio veloce e gioco palla a terra sono un’utopia su un campo così appesantito. Il Catania ci prova cercando ampiezza sulle fasce e appoggiandosi su due attaccanti strutturati, adatti a gare del genere.

In mezzo a tante facce nuove per sbloccare la situazione ci vuole però una giovane, vecchia conoscenza: Kevin Biondi. La botta di destro da venti metri del talento catanese non lascia scampo all’estremo difensore ospite Shiba e strappa applausi a dirigenti e compagni in tribuna.

Il Notaresco, che aveva creato il primo pericolo del match con un inserimento in area di Banegas sul quale Martinez se l’era cavata in uscita, rischia su un tentativo di Sarao, che da posizione defilata cerca la porta senza trovarla, e soprattutto in apertura di ripresa, quando i rossazzurri partono con decisione sfiorando il raddoppio per tre volte nel giro di un minuto: Shiba si oppone a un sinistro di Pecorino, ben imbeccato da Biondi, e a un colpo di testa di Sarao prima di venire salvato da una deviazione in mischia su tentativo aereo ancora di Pecorino.

Pochi istanti e tocca al Notaresco recriminare quando Dos Santos, liberato da un mancato intervento di Noce, scaglia un tiro che si perde a fil di palo con la complicità di una deviazione etnea. E’ il prologo del pari, che matura sugli sviluppi di un corner: Speranza gira bene in porta un pallone schizzato via in mischia e fa 1-1.

Raffaele vede il Catania allungarsi e calare di tono e inserisce forze fresche attingendo da un panchina piena di giovani e giovanissimi (con qualche eccezione).

I primi cambi assecondano la linea verde. Rossitto va in avanti al posto di Sarao, Manneh si sistema sulla corsia destra per propiziare il passaggio alla difesa a quattro con Albertini abbassato sulla linea arretrata e Zanchi allargato a sinistra.

La seconda doppia sostituzione alza l’età media della squadra e modifica ancora il modulo: 4-3-3 con Curiale al centro dell’attacco affiancato da Manneh e Rossitto e mediana con Vicente in mezzo a Welbeck e Rosaia.

Il Notaresco, più intenso sul piano fisico, guadagna fiducia e angoli mettendo pressione a una difesa incerta: Martinez si salva sul tentativo dalla bandierina di Frulla, Banegas ci prova due volte col mancino trovando solo deviazioni buone per altri corner.

Il ritmo scende ancora, la fatica nei muscoli si fa sentire. Il Catania prova a evitare i supplementari proprio allo scadere, ma la correzione sotto misura di Rosaia non inquadra la porta.

Nei supplementari, la collezione di angoli degli abruzzesi dà i suoi frutti: Dos Santos anticipa tutti su un corner di Cancelli e gela il Massimino. Il tempo per raddrizzare la situazione ci sarebbe ancora. Le energie e la lucidità no.

CATANIA-NOTARESCO 1-2
Catania (3-5-2): Martinez; Calapai, Noce, Zanchi; Albertini, Izco (17′ st Rossitto), Rosaia, Welbeck (1′ sts Arena), Biondi (30′ st Vicente); Sarao (17′ st Manneh), Pecorino (30′ st Curiale). A disposizione Della Valle, Panarello, Panebianco, Lo Duca, Distefano, Giuffrida, Dall’Oglio. All. Raffaele.
Notaresco (4-3-3): Shiba; Gallo, Colombatti, Speranza (3′ pts Di Stefano), Lattarulo; Frulla, Blando, Bianciardi; Banegas, Dos Santos (10′ sts Cesario), Marchionni (30′ st Di Saverio). A disposizione Demaljia, Ghiani, Antonacci, Massarotti, Mancini, Cancelli, Sorrini, Simoncini. All. Epifani.
Arbitro: Santoro di Messina.
Reti: 26′ pt Biondi, 10′ st Speranza, 8′ sts Dos Santos.
Note: gara cominciata con un’ora e 45 minuti di ritardo a causa del maltempo. Ammoniti Lattarulo, Noce e Banegas per gioco scorretto. Angoli 10-8 per il Notaresco. Recupero 0′ e 5′.

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