Catania: il tridente è in difesa

Catania: il tridente è in difesa

a.cig.) Il miglior attacco è la difesa. Il vero tridente del Catania oggi è composto da quei tre dietro. Tre gol in campionato, tutti dei centrali.

Claiton aveva segnato contro la Paganese, Silvestri aveva fatto altrettanto con il Monopoli. Chi doveva ancora timbrare il cartellino? Denis Tonucci, ovvio. Che, puntuale, mette la firma sulla seconda vittoria di fila e si vede persino negata una clamorosa doppietta dalla svagata terna arbitrale.

Le buone nuove, però, non riguardano solo la linea che si muove davanti a Martinez. L’evoluzione del Catania è anche nel cambio di modulo, che conferisce spigliatezza e pericolosità alla manovra – propiziata pure dal provvisorio trasloco sul manto erboso di Lentini dopo 180′ sul terremotato terreno del Massimino – avvicinando questo gruppo alle idee del suo tecnico.

Raffaele vara un 3-4-3 che ha nel pacchetto arretrato il suo punto fermo: Tonucci-Claiton-Silvestri sono una certezza. Le novità riguardano invece centrocampo e attacco. La mediana viene ridisegnata promuovendo Welbeck tra i titolari accanto a Rosaia e mettendo forze fresche sulle corsie con Albertini e Zanchi. Biondi si alza e va a fare l’esterno d’attacco insieme al debuttante Emmausso nel tridente che ha in Sarao la punta centrale.

Rispetto alle uscite precedenti il baricentro è più alto e la pressione offensiva di maggiore sostanza al cospetto di un avversario che dal canto suo non rinuncia a giocare, proponendo un 4-3-1-2 con centrocampo a rombo nel quale Golfo gioca sulla trequarti in appoggio a Cernigoi e Berardocco si abbassa a protezione della difesa.

Il tridente del Catania è stretto per liberare campo sulle fasce a beneficio degli inserimenti dei cursori: una ricerca di ampiezza sostenuta in mezzo dal duo (ben assortito) Rosaia-Welbeck.

Per sbloccare la sfida, in ogni caso, i rossazzurri vanno sul sicuro, replicando le stesse modalità dei gol contro Paganese e Monopoli: Rosaia calcia con perizia un piazzato dalla trequarti pescando sul secondo palo il solito Silvestri, pronto a fare da sponda per l’accorrente Tonucci che sotto porta trova il guizzo vincente.

La reazione della Juve Stabia c’è e si traduce in una conclusione di Mastalli (il nome vi dice qualcosa?) respinta con qualche difficoltà da Martinez, che riesce a recuperare la posizione in extremis, in un diagonale di Cernigoi, lesto a sfruttare un errore di Albertini per infilarsi in area e scagliare un diagonale persosi a lato, e in un tiro di Romero respinto dal portiere rossazzurro dopo un altro retropassaggio avventato (di Emmausso, stavolta).

Ma il Catania ha carattere e non specula. E sui piazzati ha dei satanassi sempre in agguato.

E’ Tonucci a sfiorare una doppietta probabilmente senza precedenti in carriera con un violento destro sugli sviluppi di una punizione: la palla si stampa sulla traversa, batte a terra, tocca nuovamente il montante ed esce. Il pallone varca la linea (foto Galtieri sotto, diritti riservati), ma per l’arbitro Marini e il guardalinee Valente non è così: inutili le legittime proteste degli uomini di Raffaele.

Il 2-0 negato tiene il Catania sulla corda in una ripresa più frammentata.  Gli stabiesi premono, ma il muro rossazzurro è duro da scalfire. Passano 25′ prima di vedere un intervento degno di tale nome di Martinez, che si oppone a un tentativo di Romero.

Ben più pericolosa, pochi minuti dopo, la sortita del nuovo entrato Reginaldo, il cui tentativo di pallonetto non centra il bersaglio. Raffaele puntella il centrocampo nell’ultimo segmento di gara inserendo Izco per Biondi e passando al 3-5-2.

La fatica si fa sentire, la tensione resta alta sino alla fine. Potrebbe scioglierla a 2′ dallo scadere Pecorino, in campo da pochi istanti: il giovane centravanti s’invola tutto solo in contropiede, ma a tu per tu con Tomei si defila troppo facendosi ribattere la conclusione.

C’è ancora da soffrire. A salvare tutto ci pensa Martinez, da applausi nell’opporsi a una girata a botta sicura di Mastalli in piena area e in pieno recupero (foto Galtieri, sotto). Come un gol. Altri attimi di tensione e poi è festa. Meritata.



CATANIA-JUVE STABIA 1-0

Catania (3-4-3): Martinez 7; Tonucci 7.5, Claiton 7, Silvestri 7; Albertini 6, Rosaia 6.5, Welbeck 6.5 (41′ st Vicente sv), Zanchi 6; Biondi 6 (31′ st Izco sv), Sarao 6 (41′ st Pecorino sv), Emmausso 6 (25′ st Reginaldo 6.5). In panchina: Confente, Della Valle, Calapai, Panebianco, Piovanello, Gatto, Manneh. Allenatore: Raffaele 7
Juve Stabia (4-3-1-2): Tomei 6; Garattoni 5.5, Troest 6, Allievi 5.5, Rizzo 6 (40′ st Bubas s.v.); Vallocchia 6 (36′ st Scaccabarozzi sv), Berardocco 5.5, Mastalli 6.5; Golfo 6 (45′ pt Fantacci 6); Cernigoi 6, Romero 6. In panchina: Lazzari, Maresca, Oliva, Codromaz, Mulè, Bovo, Volpicelli, Guaraccino. Allenatore: Padalino 6.
Arbitro: Marini di Trieste 5.
Rete: 24′ pt Tonucci.
Note: la gara si è disputata allo stadio Angelino Nobile di Lentini per la temporanea indisponibilità del Massimino. Ammoniti: Troest, Reginaldo, Allievi, Garattoni. Angoli: 5-3 per la Juve Stabia. Recupero: 1′ e 4′.

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