Catania, manita che brucia

Catania, manita che brucia

a.cig.) Partiamo da un presupposto. La Ternana è un’ottima squadra. Una corazzata per la categoria. Superiore al Catania e a tutte le altre. Non si arriva per caso alla 25esima giornata di campionato imbattuti, con 59 punti all’attivo, 61 gol segnati e 15 lunghezze sulla seconda in classifica.

Se però all’indubbia qualità dell’avversario, che ha dalla sua anche il vantaggio di aver riposato domenica, si aggiungono un eurogol all’alba del match, l’infortunio di uno dei tuoi uomini ultimamente più sul pezzo nel primo quarto d’ora e un’autorete quando sei in dieci e non hai fatto neppure in tempo a perfezionare il cambio, tutto diventa maledettamente difficile. Troppo.

Il Catania ci prova. Lotta, rialza la testa, accorcia le distanze e sfiora il pari cercando di giocarsela alla pari. Un altro erroraccio individuale, ancor più grave quando affronti un rivale di questo spessore, compromette la gara e le speranze dei rossazzurri, che nella ripresa incassano altri due gol e finiscono col rimediare una sconfitta sonante, troppo severa nelle proporzioni.

Al Liberati, mantenendo fede alle oscillazioni delle ultime uscite, Raffaele cambia modulo rispolverando il 3-4-3 e ritoccando tutti i reparti: Tonucci trova posto in difesa, Calapai sulla corsia destra, Dall’Oglio in mediana, Manneh e Sarao nel tridente completato da Golfo. Nel 4-2-3-1 di Lucarelli torna Mammarella in difesa, protetta dal duo Paghera-Salzano, mentre in avanti c’è spazio per Vantaggiato.

Già di per sé complicata, la partita diventa subito ancora più ardua a causa della prodezza balistica di Mammarella, che dopo neppure 120 secondi raccoglie una respinta di Silvestri lasciando partire un fantastico mancino da 25 metri che va a spegnersi nell’angolo basso alla sinistra di Confente.

Una giocata che lancia gli uomini di Lucarelli e scombussola i piani dei rossazzurri, che al quarto d’ora perdono Zanchi per un problema muscolare e ancora prima di perfezionare il cambio si ritrovano sotto di due gol. Ancora un tiro dalla lunga distanza di un laterale difensivo, ma stavolta con pretese decisamente inferiori: Giosa, però, mette improvvidamente la testa sul destro di Defendi e spiazza Confente.

Vista la piega assunta dal match, Raffaele opta per una sostituzione in chiave offensiva buttando nella mischia Di Piazza e passando a un 4-4-2 con il nuovo entrato accanto a Sarao e due esterni d’attacco come Golfo e Manneh che in fase di possesso trasformano il modulo in 4-2-4.

Il tempo di prendere le misure e di concedere un’altra occasione ai padroni di casa (tiro di Vantaggiato respinto da Confente) e il Catania si scuote. A suonare la sveglia è Sarao, bravo a svettare in area correggendo in porta una punizione di Dall’Oglio (foto Galtieri sotto).

I rossazzurri guadagnano campo e fiducia, spingono bene a destra con Calapai e costruiscono tre nitide opportunità per pareggiare: la prima sfuma per una posizione irregolare di Di Piazza, il cui gol su filtrante di Manneh in contropiede viene annullato; la seconda la spreca lo stesso Di Piazza non inquadrando la porta da pochi metri su bel cross basso di Golfo; la terza la neutralizza Iannarilli salvando d’istinto sull’inzuccata ravvicinata di Sarao, imbeccato da Calapai.

Il Catania meriterebbe a questo punto punto il pari, ma un altro pasticcio di Giosa, in giornata decisamente no, rimanda la Ternana a +2: il difensore manca il rinvio su una punizione di Mammarella e con lo stinco serve Paghera, libero di battere a rete da due passi (foto Galtieri sotto).

Le vane proteste di Di Piazza per una sbracciata in area di Kontek chiudono un primo tempo intenso e preparano una ripresa nella quale Raffaele cambia ancora sostituendo il frastornato Giosa con Pinto, il cui ingresso a sinistra permette a Silvestri di tornare al centro e restituisce un elemento di spinta anche sulla corsia mancina.

Un sinistro dal limite di Di Piazza chiama presto al lavoro Iannarilli e suggerisce a Lucarelli, che ha già rimpiazzato il ruvido (e già ammonito) Paghera con Damian, di puntellare la difesa con l’inserimento di Frascatore e Suagher per Mammarella e Furlan, in difficoltà contro Calapai.

Raffaele replica sostituendo Manneh con Sales, ripristinando la difesa a tre e passando al 3-4-1-2 con Golfo alle spalle delle due punte. Il Catania non può non concedere qualcosa e paga pesantemente dazio contro un avversario che sa come sfruttare le occasioni che gli si presentano, grazie anche a una profondità di panchina con pochi eguali in Serie C.

Annunciato da un tentativo di Vantaggiato, il cui destro dal dischetto si perde sul fondo, arriva il poker rossoverde, peraltro viziato da un fuorigioco di rientro non rilevato, quello del nuovo entrato Damian, che sugli sviluppi di una punizione è bravo a piazzare il destro lì dove Confente non può arrivare (foto Galtieri sotto).

L’incontro, di fatto, si chiude qui. I rossazzurri ci provano con un tiro di Dall’Oglio, ma a fare centro nel finale sono nuovamente i padroni di casa con un colpo di testa di Vantaggiato su cross di Defendi.

E’ il 5-1 che vale la manita per la Ternana ed è un sonoro schiaffo per il Catania. Che brucia e deve fare riflettere, come tutte le sconfitte così larghe. Ma che, nel contempo, non appartiene alla famiglia di figuracce assolute come le cinquine degli anni scorsi contro Monopoli o Vibonese.

TERNANA-CATANIA 5-1
Ternana (4-2-3-1): Iannarilli 6.5; Defendi 7, Boben 6, Kontek 6, Mammarella 7 (9′ st Frascatore 6.5); Paghera 6.5 (1′ st Damian 7), Salzano 6.5; Partipilo 6 (22′ st Peralta 6), Falletti 6.5 (31′ st Torromino sv), Furlan 5.5 (9′ st Suagher 6); Vantaggiato 7. In panchina Vitali, Celli, Proietti, Ferrante, Russo, Raicevic, Laverone. All. Lucarelli 7.5
Catania (3-4-3): Confente 5.5; Silvestri 5.5, Giosa 4.5 (1′ st Pinto 5.5), Tonucci 5; Calapai 6.5, Welbeck 5.5, Dall’Oglio 6, Zanchi sv (18′ pt Di Piazza 5); Manneh 5.5 (17′ st Sales 5), Sarao 6 (31′ st Reginaldo sv), Golfo 6 (31′ st Maldonado sv). In panchina Santurro, Claiton, Rosaia, Vrikkis, Izco, Albertini, Lo Duca. All. Raffaele 5
Arbitro: Feliciani di Teramo 5.5
Reti: 2′ pt Mammarella, 16′ pt Giosa (aut), 36′ pt Sarao, 43′ pt Paghera, 21′ st Damian, 36′ st Vantaggiato.
Note: ammoniti Paghera e Pinto. Recupero 3′ e 3′.

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